
Il futuro secondo Lucio Dalla: 45 anni di “Dalla”
“Dalla” è un ritratto collettivo e una mappa di resistenza emotiva, un manuale di sopravvivenza in anni durissimi.

“Dalla” è un ritratto collettivo e una mappa di resistenza emotiva, un manuale di sopravvivenza in anni durissimi.

Riascoltarlo oggi è come tornare in una stanza dove qualcuno ha appena lasciato la sua ombra. È un disco che ti siede accanto in silenzio e ti ricorda che non sei solo, sembra ancora che la musica possa salvarci.

Non era un disco perfetto ma era un ritratto incrinato. Mostrava un’epoca che faticava a distinguere satira e realismo, gioia e fuga, caricatura e tragedia. Forse proprio per questo, oggi suona ancora terribilmente attuale.

“Never for Ever” è un mondo a parte nella discografia di Kate Bush: dopo aver ascoltato un disco del genere non si può che restare in silenzio.

“Interpol” non è certo il trionfo dei primi due album, né il disco più immediato della loro carriera. Eppure, con il tempo, ha svelato un valore diverso nel suo essere testimonianza di un momento di transizione, un gesto di autoanalisi.

Il secondo album di Luca Carboni è un disco ancora attuale e fondamentale: ci ha accompagnato per quarant’anni e quando noi non ci saremo più continuerà a risuonare, perché la musica vive per sempre e ci sarà sempre qualcuno che si fermerà mezz’ora ad ascoltarlo.

Con “The Head on the Door” cambia tutto: Robert Smith prende in mano la penna e decide di scrivere un album pop, sì, ma a modo suo. E pop, nel suo linguaggio, non vuol dire leggero: vuol dire stratificato, coraggioso, pieno di colori e contaminazioni

“Highwyay 61 Revisited” è il disco capolavoro con cui Dylan ufficialmente smette di cercare di cambiare il mondo e si accontenta di cambiare per sempre la musica rock. Che da allora potrà allargare illimitatamente i propri confini musicali e artistici e bussare alla porta delle arti maggiori, aspirando con dischi come questo all’immortalità di una Gioconda o di una Cappella Sistina.

I Beach House hanno dimostrato che chi sceglie l’autenticità sulla convenienza, chi privilegia la coerenza artistica sulle mode passeggere, non viene divorato dal tempo.

“Karma Police” è stata la prima hit assoluta, quella che ha sancito l’ingresso dei Radiohead a pieno titolo nel circuito mainstream. Circolo dal quale, nonostante mosse avventurose e, talvolta, impopolari, non si sarebbero mai più affrancati.