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Kitsch – Mentre Tutto Collassa

2010 - Prismopaco Records
rock/alternative

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Tracklist

1. Poetimprenditori
2. La mia generazione
3. Cluedo
4. Le illusioni
5. CazzO!
6. L’era dell’immagine
7. Eugenio
8. L’attimo
9. Alibi di vetro
10. Mani in tasca

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Questi sono tempi di totale omologazione, dove reality tv illudono giovani desiderosi di entrare nel sistema che conta, dove la politica è ormai ridotta a slogan televisivi, dove seguire la massa è diventato il modo migliore per non farsi troppo male e vivere al riparo da imprevisti massi sulla testa. Tempi duri, sì, ma resi leggeri da una totale apatia di pensiero, dove il non pensare alleggerisce la vita e i problemi, dove le magagne del paese vengono messe sotto un tappeto, che prima o poi prenderà il volo facendo uscire il puzzo di marcio.

Da tutto questo sembrano partire i Kitsch, band comasca al proprio esordio su disco. “Mentre tutto collassa” è un piccolo concept che mette alla berlina tutte le brutture e le anomalie che un normale uomo pensante è in grado di trovare in una massa di uomini non pensanti. Con l’aiuto e la produzione di Diego Galeri (batterista Miura ed ex Timoria), i Kitsch in dieci canzoni sciorinano e denunciano esplicitamente tutto questo senza troppi giri di parole.

Dal rock più energico della finale “Mani in tasca, dove si descrive un mondo mandato al collasso dall’avidità umana, alla quiete amara di Alibi di vetro. In mezzo canzoni catalogabili dentro al rock alternativo italiano con puntate nella melodia, con la particolare voce di Attilio Kitsch a declamare testi scomodi. Dalla presa di coscienza della sconfitta delle nuove generazioni in La mia generazione alla morbosità incombente verso tutto ciò che dovrebbe generare sgomento che invece si trasforma in uno spettacolo mediatico, in Cluedo. All’urgenza musicale di L’era dell’immagine al primo singolo Poetimprenditori, contro la musica usa e getta di questi tempi moderni.

Un lavoro che dimostra già carattere e voglia di combattere contro un sistema sempre meno votato alla meritocrazia. Da menzionare inoltre la presenza delle tastiere di Andrea Rovacchi dei Julie’s Haircut in alcuni brani e sicuramente per dare il benvenuto a questa formazione nata solo quattro anni fa, ma con le idee già molto chiare. Certo emergere in Italia con questa musica sarà difficile ma a quanto sembra ai Kitsch combattere piace.

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