Menu

Notturno Bus, di Davide Marengo


Scheda

Titolo originale: Id.
Nazione: Italia - 2007.
Soggetto: Tratto dal romanzo “Notturno Bus” di Giampiero Rigosi – Edito da Einaudi Stile Libero
Sceneggiatura: G.Rigosi e Paolo Bonifaci.
Regia: Davide Marengo.
Genere: Commedia - Thriller.
Durata: 104 min.
Interpreti: Antonio Catania, Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea, Ennio Fantastichini, Roberto Citran, Francesco Pannofino, Iaia Forte, Paolo Calabresi.
Produzione: RAI Cinema, Emme srl
Distribuzione: 01 Distribution.
Nelle sale dal: 11 Maggio 2007.
Voto: 7

A Roma un gruppo di sicari va a caccia di un microchip trafugato da un innocuo commercialista. Leila,  una ladra esperta nella falsificazione di passaporti, entra involontariamente in possesso del prezioso microchip e coinvolgerà nella sua fuga anche Francesco, conducente di autobus, studente fuori corso di filosofia e con innumerevoli problemi di gioco.

All’interno di una pellicola che circa tre anni fa passò nelle sale quasi inosservata si accavallano atmosfere in perenne bilico fra il gotico, lo splatter e il comico, figlie di un romanzo, scritto  dal bolognese Rigosi,  che vengono restituite integre e inalterate nel film di un (quasi) esordiente come Davide Marengo. Un regista giovane capace di mixare alla perfezione l’istrionismo di Pannofino, nel ruolo di un sicario sui generis, con l’abilità di un Mastandrea ancora prigioniero del suo ruolo da perenne sconfitto. Attorno a loro si muove un manipolo di personaggi, situazioni e location da far rabbrividire il John Landis di “Tutto in una Notte” (USA – 1985) e di “Fuori Orario” (USA – 1985) per tacere dei protagonisti Michelle Pfeiffer, Jeff Goldblum e di Griffin Dunne. Marengo trasporta lo spettatore all’interno di una narrazione densa di colpi di scena e di significati che travalicano la “banale” caccia al microchip.

Capaci di unire i sogni della vita di alcuni dei personaggi, su tutti un Fantastichini desideroso di riallacciare i rapporti con una vecchia fiamma, con scene comiche che non possono non strappare ben più di una semplice risata a uno spettatore sempre mantenuto sul chi vive da una trama perennemente serrata e da una serie di riprese che si rifanno al mondo del videoclip dal quale proviene il regista.

a cura di Ciro Andreotti

Piaciuto l'articolo? Diffondi il verbo!

Altre Recensioni Cinematografiche

Close