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Interviste

Intervista a CAPITAN LOVE

Incontro con il friulano Raniero Spinelli, in arte Capitan Love, già Erotics, che torna a farsi vivo con uno dei più divertenti giri intorno al pianeta musica: il suo disco “The Wasted Years Of Capitan Love” (clicca qui per la recensione). Tra realtà e tanta fantasia, dove la seconda sembra dimostrarsi ancora molto più stimolante ed eccitante ma creando un contrasto molto curioso.
“…finora ho viaggiato più con la fantasia che nella realtà ed e’ stata sicuramente una fuga“.

Come,dove e quando mister Raniero Spinelli ha sentito l’esigenza di trasformarsi in Capitan Love?
Da quando mi sento escluso dalla bellezza del mondo, cioè da sempre. Fare le canzoni e’ il modo migliore che conosco per tentare di parteciparvi. E poi essendo stato nell’adolescenza piuttosto…ehm… inesperto nei fatti amorosi, chiamarmi Capitan Love mi sembrava il modo migliore per esorcizzare la cosa.

Quali sono i “Wasted Years” di Capitan Love? Coincidono con gli anni che separano il disco degli Erotics da questo nuovo progetto?
Sì, ma non solo; sono quasi tutti quelli che ho vissuto. Per causa mia ma non solo.

Il mondo di Capitan Love sembra avere poche regole stabilite. Tutto pare concesso…Fantasia al potere? Esiste una costituzione? Ci sono religioni e comandamenti?
L’unico comandamento e’ che le canzoni siano belle. Meglio se con una melodia interessante; comunque canzoni in grado di comunicare qualcosa. Cerco i generi e i suoni che meglio esprimano il senso di ogni maledetta canzone. Considero la singola canzone come un mondo a parte quindi non c’è un sound di base. Solo adesso capisco al meglio quanto dovrei cercare di essere più personale… gli anni sprecati continuano!

La fantasia musicale sembra cozzare con la quotidianità ( a volte triste, a volte esaltante) dei testi. Qual’è-se esiste- il punto d’incontro tra fantasia e realtà?
Niente di nuovo: cerco di sublimare la realtà. Quest’ultima sembra resistere più nei testi che nelle musiche e mi piace il loro contrasto. Forse in futuro le cose cambieranno.

Viaggio inteso come fuga o conoscenza?
Accidenti!! Bè, finora ho viaggiato più con la fantasia che nella realtà ed e’ stata sicuramente una fuga. Adesso vorrei conoscere meglio quello che mi circonda e quindi spero di viaggiare per il mondo.

Nel mondo di Capitan Love si comunica in inglese. Eppure Ennio, unico pezzo in italiano, cantato con Marzipan Marzipan( ce la presenti?) è veramente ben riuscita. Un primo passo verso un futuro bilingue o un episodio unico ed isolato?
Se fossi più bravo riuscirei a dire cose sensate in italiano. In inglese cerco sempre di dire cose di cui non vergognarmi ma in italiano mi risulta molto più difficile. Appena ci riesco sono felice e comunque ci provo sempre.
Marzipan Marzipan e’ italiana ma vive da tanti anni a Berlino. Fa canzoni molto belle e sgaruppate ed e’ molto più particolare di me e considero un vero onore aver continuato la sua canzone “Ennio”. Ecco il link del suo sito:http://marzipanmarzipan.com/

Tanti rimandi e citazioni alla storia del rock nel disco. Ci sono ancora generi musicali che Capitan Love vorrebbe esplorare?
Sì, ci sono tante cose che mi interessano! Per esempio a volte penso ad un mondo post atomico dove i sopravvissuti tornano a suonare come nel medioevo oppure a dei sassofoni free-jazz, a pneumatici infuocati e melodie. Alcune delle tante idee che chissà quando e come troverò il linguaggio adatto per realizzare.

Perchè la scelta di mettere il disco in free download?
Perché e’ il modo più veloce per farsi conoscere!!

Come si presenta Capitan Love davanti al pubblico? Che viaggio ci fa compiere nei suoi live?
Suono da solo diversi strumenti accompagnandomi con una loop station o solo con la chitarra. Quindi alterno dei muri sonori a delle cose più intime. L’attitudine è molto più “qui e ora” rispetto al sogno pop del disco. Mi sono accorto di offrire uno spettacolo completo con varie sonorità ed emotività. A volte proietto “Dark Star” che e’ il primo film di John Carpenter. E’ un film di fantascienza molto lo-fi, ironico ma disperato; perfetto per quello che voglio esprimere.

Mi sono accorto, a fine intervista, di aver fatto quasi tutte le domande in terza persona. Ho forse sbagliato tutto?
No, perché? Da parte mia spero invece di non essere così inutile come Capitan Love e di dare emozioni.

a cura di Enzo Curelli

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=aequ1zMy8zQ[/youtube]

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