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L’Intrepido, di Gianni Amelio


Scheda

Regia: Gianni Amelio
Soggetto: Gianni Amelio
Sceneggiatura: Gianni Amelio e Davide Lantieri
Montaggio: Simona Paggi
Fotografia: Luca Bigazzi
Scenografie: Giancarlo Basili
Costumi: Cristina Francioni
Musiche: Franco Piersanti
Suono: Alessandro Zanon
Nazione: Italia
Anno: 2013
Genere: drammatico
Durata: 104’
Cast: Antonio Albanese, Livia rossi, Alfonso Santagata, Sandra Ceccarelli
Uscita: 5 settembre 2013
Produzione: Palomar e Rai Cinema
Distribuzione: 01
Voto: 7.5

Antonio Pane come professione fa “il rimpiazzo”, ovvero quando una persona, per qualunque motivo, desidera assentarsi dal lavoro, lui la rimpiazza fosse anche solo per qualche ora. Antonio ha anche un figlio, Ivo, che adora e che da sempre spinge perché possa fare la professione che desidera, suonare il Sassofono. Antonio conosce ad un concorso pubblico Lucia, carica di problemi e coetanea di suo figlio e che desidera aiutare.

Una storia carica di speranza e con un lieto fine che è preceduto da sconforto, crisi personali, quelle di tutti e tre i protagonisti, tutte intarsiate negli anni della
crisi economica del nostro paese, quella che costringe Antonio ad adattarsi a fare di tutto e a Lucia di non riuscire a trovare la propria collocazione professionale; il tutto sullo sfondo di una Milano plumbea, invernale che non lascerebbe alcuna speranza a un uomo di 48 anni escluso dalla vita lavorativa ma che intrepidamente decide di costruirsi una nuova vita, grazie all’aiuto di un boss della malavita che lo traghetta nel mondo di coloro che desiderano venire temporaneamente sostituiti, in una sorta di aspettativa dalla propria professione ma sui generis, perché la loro aspettativa vale solo per qualche ora, il tutto per poter rimanere permanentemente allenati, un po’ come i pugili che desiderano sempre essere tesi come corde di violino. Antonio Albanese interpreta il proprio personaggio con leggerezza e una bravura frutto dei personaggi che spesso ha portato sui palcoscenici della penisola. Amelio riesce ad offrirgli una parte che pare calzargli a pennello, a causa di quel fare stralunato che solo il comico ormai bolognese di adozione riesce a infondere alla figura di Antonio Pane. Un film incapace di scacciare la crisi, ma capace di dare un vero alito di speranza a coloro che lo vedranno.

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