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Pasolini, di Abel Ferrara


Scheda

Titolo originale: id.
Regia e soggetto: Abel Ferrara
Sceneggiatura: Abel Ferrara e Maurizio Braucci
Fotografia: Stefano Falivene
Montaggio: Patrizio Marone
Nazione: Italia, Belgio, Francia 2014
Genere: drammatico
Durata: 86’
Sito Internet:
Cast: Willem Dafoe, Valerio Mastandrea, Ninetto Davoli, Maria De madeiros, Riccardo Scamarcio
Uscita: 25 settembre 2014
Produzione: Capricci Films, Urania
Distribuzione: Europictures
Voto: 6

L’ultima giornata del regista e scrittore Pierpaolo Pasolini, fra il tempo passato in compagnia della madre, dei cugini e dell’amica Laura Betti. Al termine di una giornata conclusasi assieme a Ninetto Davoli, parlando del suo possibile prossimo film e infine in compagnia di un giovane raccolto nei pressi della stazione Termini.

Cosa può aver aggiunto Abel Ferrara a quel che si poteva sapere di Pierpaolo Pasolini? Forse nulla di veramente significativo se non un’interpretazione magistrale di Willem Dafoe, nel ruolo dello scrittore originario di Bologna, innamorato da sempre perdutamente della madre e sempre molto scettico e polemico nei confronti del mondo medio borghese che già a cavallo dei ’70 stava iniziando a mietere le sue ‘vittime mediatiche’, figlie di un consumismo galoppante che di li a qualche anno avrebbe prodotto i propri frutti.

Ferrara descrive con dovizia, lentezza e una splendida fotografia, ogni istante di quel primo novembre di quasi quarant’anni fa, tratteggiando le prime ore di una mattina passata nella casa dell’Eur, dove Pasolini viveva in compagnia della madre e della cugina Graziella. Una mattina passata a scrivere e descrivere i progetti per nuovi libri e nuove pellicole, una in particolare dal titolo Porno Teo Kolossal che non ebbe mai la luce e che avrebbe dovuto avere Eduardo De Filippo nel ruolo di protagonista, un De Filippo interpretato da Ninetto Davoli a sua volta interpretato da Riccardo Scamarcio. Un Davoli che alla pellicola di Ferrara ha creduto al punto di concedere al regista italo-americano di impiegare i vestiti appartenuti allo stesso Pasolini.

Un film quindi iconografico, che trasuda passione per uno scrittore e regista molto amato da Ferrara, capace di descriverne però solo parzialmente il pensiero, relegando immeritatamente, il ricordo di un pensatore unico alla figura di un cadavere abbandonato sul ciglio di un campo da calcio.

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