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Hookworms – The Hum

2014 - Domino Publishing / Weird World
psych / garage / rock

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Tracklist

1.The Impasse
2.On Leaving
3.iv
4.Radio Tokyo
5.Beginners
6.v
7.Off Screen
8.vi
9.Retreat

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Complice un esordio letteralmente esaltante come “Pearl Mystic”, disco finito in cima alle classifiche annuali stilate da alcuni giornali tematici inglesi e americani, gli Hookworms avevano il pesante compito di dover confermare le prime, ottime sensazioni. La grande curiosità degli addetti ai lavori era alimentata proprio da un esordio parecchio promettente e, anche per tale ragione, il rischio-flop era dietro l’angolo.

“The Hum”, nuovo lavoro della band di Leeds, si presenta con un sound ancora al confine tra psych e noise, tra garage e space. Una proposta già presente in “Pearl Mystic”, che però qui viene perfezionata e curata maggiormente.  Il passo in avanti c’è stato ed è ben visibile. I pezzi sono strutturati meglio, godono di un maggiore equilibrio che esalta il prodotto finale. I cinque di Leeds hanno saputo lavorare minuziosamente a quei pochissimi punti deboli che il primo album portava in dote.
Una ventina di secondi di apparente tranquillità aprono un disco che esplode con “The Impasse”, in cui un’ottima (come sempre) chitarra accompagna sempre una voce possente, in grado di raggiungere un livello elevatissimo.  Segue “On Leaving”, in cui i ritmi rallentano un pochino, la componente più noise lascia spazio a un sound quasi lisergico che, in chiusura, pare sfumare per poi ricollegarsi a “IV”, intermezzo totalmente strumentale (come in “Pearl Mystic”, anche qui ne troviamo tre) e strategicamente collocato. Questa sorta di alternanza prosegue anche con “Radio Tokyo”, molto garage, e quell’incredibile ma spettacolare trip rappresentato da “Beginners”. Segue un nuovo intermezzo sapientemente imperniato intorno a un organo che introduce la trasognata “Off Screen”: in questo caso si tratta di purissimo shoegaze. E “Retreat”, nono e ultimo brano è certamente una chiusura adeguata per questo genere di disco, un po’ una summa della continua oscillazione fra due sonorità apparentemente diverse, ma che gli Hookworms hanno saputo armonizzare in maniera lodevole. Fra i sei (escludendo gli intermezzi), non esiste nemmeno un pezzo “migliore”, perché, anche se in maniera diversa, ognuno di essi ha una propria fortissima identità e potrebbe essere indicato.

Esattamente come “Pearl Mystic”, dunque, “The Hum” sta raccogliendo parecchi consensi e questa volta si tratta di una conferma, non di un exploit casuale. Ecco perché gli Hookworms entrano di diritto nella categoria delle migliori realtà che popolano la scena indie mondiale. A dispetto del loro nome, gli Hookworms si confermano parecchio interessanti, potendo contare su una proposta musicale originale e solidissima, su un live che può esaltarne tutte le caratteristiche e su tanto, tantissimo talento.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=NM99mTEHdZY[/youtube]

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