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Blind Guardian – Beyond The Red Mirror

2015 - Nuclear Blast
power / symphonic / metal

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Tracklist

1. The Ninth Wave
2. Twilight Of The Gods
3. Prophecies
4. At The Edge Of Time
5. Ashes Of Eternity
6. The Holy Grail
7. The Throne
8. Sacred Mind
9. Miracle Machine
10. Grand Parade

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Il mondo del metal si ferma e ascolta, in silenzio: i Blind Guardian sono tornati. I Bardi di Krefeld non avevano mai lasciato che trascorresse così tanto tempo fra due lavori. Qualunque presentazione risulta praticamente superflua: i tedeschi sono, al di là di gusti e pareri personali, fra le figure di riferimento per tutta la scena metal e forse quella più importante, in assoluto, in ambito power.

Da sempre molto legati ai temi fantasy e alla magia, i Blind Guardian hanno pensato questa nuova produzione come il sequel di “Imaginations from The Other Side”. Musicalmente, invece, il disco è il naturale prosieguo di “A Night At The Opera”, riprendendone in maniera netta i toni epici, maestosi. Le uniche critiche mosse ai Blind Guardian, effettivamente, facevano proprio cenno a un presunto eccesso in questo senso: un sound a tratti ampolloso, nonostante una perizia tecnica oggettivamente disarmante. A onor del vero, questo è un po’ un tentativo mal riuscito di cercare un neo nel corso di una carriera con soli “alti” e che non ha mai conosciuto passaggi a vuoto.

I Bardi hanno cercato di volare alto, di fare musica “colta”, di pensare in grande, proprio come hanno sempre fatto in tre decadi di attività. Si sono avvalsi della collaborazione di due orchestre di novanta musicisti e dei cori di Boston, Budapest e Praga. Hanno scritto settanta minuti di riff aggressivi ed eleganti, di cori pomposi e atmosfere solenni: settanta minuti in cui immergersi in quell’universo parallelo che ogni disco dei Blind Guardian sa creare. “The Ninth Wave” si apre all’insegna dell’epicità, con un coro gregoriano accompagnato dall’orchestra: l’effetto è suggestivo. La prima lunga cavalcata dura nove minuti e prosegue in crescendo, accogliendo un’infinità di elementi. Non sappiamo se volessero, in qualche modo, fare una sorta di summa di tutto ciò che c’è dopo, ma la ricchezza e la grandiosità del pezzo contribuiscono a generare quest’impressione.
“Beyond The Red Mirror” tocca, con “Ashes of Eternity”, uno dei suoi punti più alti. Si colloca esattamente dopo il brano meno convincente del lotto (“At The Edge Of The Time”), in cui il pericolo di eccedere con le parti orchestrali si concretizza. Esso si lascia apprezzare per una straordinaria ricchezza corroborata da un perfetto equilibrio, oltre che per un finale con una batteria tachicardica ad accompagnare un assolo di chitarra che toglie il respiro. “The Holy Grail” è un altro pezzone, in grado di caratterizzarsi per la sua capacità di riportarci ai primi Blind Guardian: un pelino meno raffinati ma tanto, tanto cattivi. A parte il succitato brano e il penultimo (“Miracle Machine”), in realtà, il livello non s’abbassa mai.
E infatti, dopo un’apertura in grande stile c’è una chiusura sicuramente all’altezza. Strutturato diversamente rispetto a “The Ninth Wave”, che è un tantino meno sobrio, “Grand Parade” è un pezzo granitico, il modo più adeguato per far calare i titoli di coda di un album che urla al mondo, per l’ennesima volta, quanto grandi siano i Blind Guardian.

I fan di vecchia data, forse, potranno non condividerne l’impostazione, volta ancora a descrivere quei momenti in cui il metal abbraccia cori e orchestre, ma non potranno non cogliere il valore di un disco che conferma  la straordinaria capacità di sperimentare e viaggiare sempre a velocità sostenuta dei Blind Guardian.

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=AdxRHtNw940[/youtube]

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