Interviste

Intervista a REMO DE VICO

Remo De Vico

Questa che riporto è la sintesi di una discussione, per me molto preziosa, avuta con uno dei miei compositori preferiti e credo uno dei migliori della generazione nata negli anni 80. Personaggio libero ed indipendente, riesce ad esprimere una musica del tutto originale e lontana da ogni etichetta di genere.

M.B. Allora Remo, cos’è la musica?
R.D.V. La musica è qualunque suono capace di creare un’immagine interiore
M.B. Non mi aspettavo una risposta così secca!
R.D.V. Invece è così, ci ho ragionato per anni! Inoltre è la domanda iniziale di un bellissimo documentario di Luciano Berio “C’è musica e musica”.
M.B. Questa mi sembra una risposta derivante da una speculazione filosofica e dallo studio, se dovesse, invece, dare una risposta più emotiva ed intima?
R.D.V. Direi che è come un groviglio di radici divenute un tutt’uno con la terra o un rapace che attende immobile su un cavo dell’alta tensione.
M.B. Credo di essermi perso.
R.D.V. Non fa nulla! (sorride) Dico solo che è talmente legato al mio essere che non riuscirei davvero a scindere il concetto di esistenza dal concetto di creazione musicale.
M.B. Noto nel suo curriculum tante cose interessanti, addirittura è stato inserito in una compilation con Steve Reich e Morton Subotnik, finalista al Prize Phonologia, premiato dal Mei e audiocoop come miglior indie del 2016 con Unique Copy, partecipazioni al festival del cinema di Torino e Rotterdam come sound designer e compositore.
R.D.V. La blocco subito dicendole che non m’interessa parlare del mio curriculum, il bagaglio che mi porto dietro è solo la musica che ho creato e che continuo a creare, mi piacerebbe essere giudicato solo per quello alla fine del viaggio. Quelli che ha citato comunque sono tutti momenti di gioia ma il curriculum non è altro che un pugno di vittorie in un oceano di sconfitte. Parlerei più volentieri delle mie sconfitte!
M.B. Quali sono le sue più grandi sconfitte allora?
R.D.V. Senza dubbio la netlabel Studiolo Laps e la Slaps Orchestra.

M.B. Sta parlando di due progetti da lei diretti che hanno creato delle buonissime cose, perché sono state una sconfitta?
R.D.V. Perché per la prima non sono stato un editore all’altezza dell’archivio che stavamo creando e questo mi ha portato alle dimissioni e per l’orchestra non credo di essere stato un buon direttore. Vedevo entrambi come progetti che avevano un potenziale incredibile ma che non riusciva ad essere pienamente espresso. Poi ho 30 anni non mi sento affranto dall’ammettere delle sconfitte, ho imparato tanto. Come le dicevo mi piace molto perdere e rialzarmi malconcio.
M.B. Con la sua nuova avventura discografica Unique Copy, le cose vanno meglio?
R.D.V. Diciamo che ho acquisito una maggiore esperienza, inoltre Unique Copy è un livello di editoria più artistico e creativo rispetto a Studiolo Laps. Produco solo copie uniche su nastro magnetico e su supporti improponibili ad un mercato di massa, equiparando l’ascoltatore musicale al collezionista d’arte. Ormai viviamo in un paradosso: ammettiamo di prendere un campione sonoro di pochi secondi e tirarlo in maniera violenta fino a farlo arrivare ad una durata molto lunga. Ecco che nel tempo di un editing abbiamo creato ore di tappezzeria musicale, quindi se in un giorno possiamo creare mesi di ‘suono’ allora, secondo il mio modesto parere, in futuro ognuno avrà la sua musica personalizzata.
M.B. Questo per lei è un bene o un male?
R.D.V. Entrambi come tutte le cose. Ovviamente le belle melodie rimarranno sempre uno strumento privilegiato della comunicazione sociale.
M.B. Parliamo un po’ del suo ultimo lavoro FIVE DOOR HANDLES
R.D.V. Cosa dire, il mio invito è quello di ascoltarlo. Sicuramente sono molto contento di aver quasi esaurito le copie stampate, ed è un miracolo visto che faccio pochi concerti e non ho un ufficio stampa.

M.B. If you disappear, the vacuum…
R.D.V. E’ sicuramente un tema d’amore che lentamente svanisce fino ad arrivare alla solitudine. Credo che tutta la mia musica sia per animi solitari.
M.B. Fra i suoi tanti lavori può dirci quale preferisce?
R.D.V. In questo momento FACCIO FINTA DI ESSERE ALLEGRO MA CI RIESCO MALE, sono tre brani che in pochissimi hanno ascoltato ma che riescono davvero a strapparmi un sorriso ogni volta che li ascolto. Già il titolo mi mette di buon umore (sorride)


M.B. Nonostante la sua giovane età ha davvero creato molto materiale musicale. Non crede che sia svantaggioso per un musicista non dedicarsi ad un lavoro alla volta?
R.D.V. Per un musicista è sicuramente svantaggioso. Il problema è che io non mi sento un musicista, mi sento molto più vicino ad uno scrittore o ad un pittore.
Lei si riferisce senza dubbio alla catena produttiva tipica del mercato musicale:
1) Creazione e pubblicità per creare la suspence dell’uscita
2) Evento e release discografica
3) Tour promozionale e distribuzione
Fare un tour promozionale significherebbe stare mesi lontano dalla composizione e la cosa non mi eccita molto. Inoltre mi piace lavorare nel mio studio, poi c’è la radio e le commissioni cinematografiche e pubblicitarie. Mi piace essere preciso quando prendo una commissione, questo non mi permette di stare molto lontano dalla creazione di nuovi brani. Insomma amo la creazione, molto meno la riproduzione. Il mio sogno è quello di vivere esclusivamente di creazione. Per lungo tempo, infatti, con i The Electereo mettevamo in piedi concerti sempre diversi l’uno dall’altro.
M.B. Dunque Paganini non ripete?
R.D.V. L’improvvisazione è una droga, inoltre e un modo per creare in fase di riproduzione.
M.B. L’improvvisazione è una droga potrebbe essere uno dei suoi titoli?
R.D.V. Meglio il mistero del latte condensato
M.B. E’ un anticipazione?
R.D.V. Certo!
M.B. Ed i prossimi lavori quali saranno?
R.D.V. Ci sono in cantiere tante cose che mi divertono molto. La prossima che ho intenzione di fare uscire è comunque un lavoro per audiocassette, si chiamerà dieci storielle noise. Penso sarà pronto nei prossimi mesi. E’ probabilmente in contemporanea un lavoro con Denis Riva.
M.B. La ringrazio della sua disponibilità
R.D.V. Io ringrazio lei ed Impatto Sonoro per l’intervista
M.B. Sa quale è il mio brano preferito della sua produzione?
R.D.V. No, ma sono curioso.
M.B. Pitch Bender Schubert!
R.D.V. Allora anche lei è un pornofonografo!(Ride)
M.B. Da sempre.

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