Gennaro Porcelli – Me, You And The Blues

Recensione del disco “Me, You And The Blues” (Soundinside Records, 2023) di Gennaro Porcelli. A cura di Paolo Esposito.

Io, tu e il blues. Tre parole nelle quali è racchiuso un mondo: la passione per un genere musicale, un edonismo da assaporare da soli o in compagnia, l’amicizia, la condivisione. Essere blues non implica atmosfere fumose, con luci soffuse a retroilluminare un calice di brandy. Essere blues è una grigliata all’aria aperta tutti insieme, panini con salamella alla mano e nell’altra un’ottima bionda ghiacciata. Il concetto nella sua interezza è ripreso dall’ennesima angolazione dal performer napoletano Gennaro Porcelli, ormai da quasi vent’anni chitarrista di Edoardo Bennato ed appassionato esploratore delle note blu provenienti dai quattro angoli degli Stati Uniti.

L’ultima sua fatica solista è stata “Alien In Transit” (2014), un disco che vanta collaborazioni del calibro di Mark Epstein, Ricky Portera ed Enzo Gragnaniello. Dopo quasi un decennio – nel quale si sono succedute esibizioni e collaborazioni di livello internazionale – per Gennaro è il momento di esprimersi nuovamente in prima persona, avendo nel frattempo inciso nuovi pezzi e riarrangiato qualcosina del suo repertorio. Il risultato è “Me, You And The Blues”, un godurioso sample in nove tracce divise tra influenze provenienti da Chicago, New Orleans, dal Texas e da Memphis. 

L’inizio, affidato al singolo Smiling Eyes, è già scoppiettante, impreziosito dal sax di Daniele Sepe. L’altra anima del blues, i tasti dell’organo e del piano, si materializzano nel languido lento che incarna la title track, seguita a ruota da The Last Time, di cui vale la pena ascoltare almeno un centinaio di volte l’assolo. Una collaborazione contigua al percorso di Gennaro è quella con Mario Insenga, che nel 1992 fu il batterista di Joe Sarnataro – alter ego di Bennato – nel leggendario “È asciuto pazzo ‘o padrone”. I due insieme incidono la dolce Better Off With The Blues.

Dopo aver ripreso fiato con Johnny,ecco il punto centrale dell’album, il featuring con Edoardo Bennato, completato niente meno che dalle sei corde di Vince Pastano (Luca Carboni e Vasco): i tre danno vita a Why Are People Like That?, un blues in due tempi, sontuoso e con un (altro) assolo mozzafiato. Potremmo anche chiuderla qui sinceramente, ma Gennaro non lesina sulle emozioni, proponendo subito I’m Gonna Send You Back To Georgia, una scarica di adrenalina che conduce dritti verso Limetown, nella quale sbuca la voce di Guy Davis, bluesman newyorchese purosangue con il quale aveva già collaborato nel 2021. La chiusura è affidata a Side By Side, un singolo uscito nel 2016 e rispolverato per l’occasione.

Ora, immaginatevi per un attimo con i vostri amici fidati, quelli di una vita. I problemi li avete lasciati fuori dalla porta, sia essa della casa dove siete riuniti o del locale dove avete deciso di trascorrere un paio d’ore spensierate. Si mangia, si beve e si ride: “Me, You And The Blues è la colonna sonora perfetta perché racchiude in sé il vero spirito del blues, quello che richiama gli spiriti del passato ed esorcizza i demoni che abbiamo dentro. 

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