Cedric Burnside – Hill Country Love

Recensione del disco “Hill Country Love” (Mascot Label Group, 2024) di Cedric Burnside. A cura di Giovanni Davoli.

Cosa sia l’Hill Country Blues (HCB) lo abbiamo spiegato parlando dell’anniversario di “Brothers” dei The Black Keys. Di Cedric Burnside poi, avevamo già recensito il precedente album “I Be Trying”. Nel frattempo, “I Be Trying” ha vinto il Grammy 2022 per “Best Traditional Blues Album”, il che ha consentito alla carriera di Cedric Burnside di progredire: “Mi danno più concerti, mi danno concerti migliori e sono in grado di scrivere più musica mia.”, racconta il nostro a “Rolling Stone”. Non ce ne possiamo che rallegrare. E siamo ancora più contenti di accogliere la terza fatica solista di Burnside.

L’impressione, rispetto al predecessore, e’ che “Hill Country Love” si mantenga più tradizionale, più vicino al disco d’esordio “Benton County Relic”, che erauna gemma come quest’ultimo. La band comprende Burnside a voci e chitarre; Artemas LeSueur alla batteria; Luther Dickinson basso e chitarre slide; Patrick Williams all’armonica. Dickinson, un veterano della scena Blues/Americana, ha curato altresì la produzione e il missaggio. Per un disco confezionato in due soli giorni di registrazioni in un vecchio edificio di Ripley, Mississippi e un risultato che più autentico di così è difficile.

14 tracce per quasi 42 minuti fanno tre minuti a traccia. 3 cover: Po Black Mattie del nonno, R.L. Burnside, più Shake ‘Em On Down e You Got To Move (già ripresa dai Rolling Stones su “Sticky Fingers”) di Fred Mc Dowell, un altro veterano dell’HCB. Perché alla fine l’HCB circola solo in un’area geografica ristretta, in Missisippi nella zona a est dell’autostrada I-55 e in un gruppo ristretto di adepti. Non a caso Cedric ha preso il testimone dal nonno e dal padre. Cedric dice: “Sono sempre stato ispirato da mio nonno a fare ciò che amo e l’HCB è ciò che amo. È quello che c’è dentro di me, e lo sto solo tirando fuori.” E ancora: “Il Mississippi è tutto per me. Sono stato in alcuni dei posti più belli del mondo, ma niente mi fa venire voglia di lasciare il Mississippi. Adoro l’aria del Mississippi, amo gli alberi del Mississippi, la terra. C’è una certa energia spirituale qui per me. Posso uscire e ascoltare gli uccelli, e poi posso scrivere una canzone. Posso uscire e camminare nei boschi e scrivere una canzone. Lo adoro. E penso che sarò qui fino alla morte. Sarò sepolto qui.”

Tra gli artisti che si sono cimentati con questo sotto-genere di nicchia, sono poche le eccezioni alla regola di dover crescere e vivere in Hill Country attorniato da quella “certa energia spirituale”. Per suonare il blues devi essere pronto a tirare fuori tutto, scavarti dentro, ma alla fine il blues ripaga: “Penso che la gente guardi al blues come musica triste. E non che non ci sia tristezza o depressione nel blues, ma le persone non rimangono nella loro tristezza, non rimangono nella loro depressione. Per me, il blues è vivere per parlarne. Perché se rimani in quello stato, non credo che tu possa davvero fare nulla. Non hai la forza di provare a scrivere musica, non hai la forza di cercare di uscire dalla situazione.”

Cedric Burnside dixit e vi rimane a questo punto solo di ascoltare “Hill Country Love”, che come ogni grande disco di blues potrebbe rendere superflua la vostra prossima sessione dallo psicologo.

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