TA GA DA – This Is How We Dance
Recensione del disco “This Is How We Dance” (Dischi Sotterranei, 2023) dei TA GA DA. A cura di Nicola Stufano.
Estate dimmerda 2021. Alberto “Tex” Tessariol incontra gli amici della crew dei Dischi Sotterranei, etichetta padovana fondata tra gli altri da egli medesimo, all’Arcella Bella, situazione estiva tra le più carine e vivaci degli ultimi anni nella città dei 3 Senza.
Tex è frustrato, come un po’ tutti noi in quel periodo, ma tra le sue frustrazioni ce n’è una particolare: “Ragazzi, io voglio fare una band che fa musica veloce. Ci state?”. Le persone alle quali Tex, che in precedenza aveva suonato coi Mondo Naif, si sta rivolgendo, sono Jesse The Faccio, uno degli esponenti più noti dell’etichetta, e Francesco Gambarotto, che per Jesse aveva già suonato la batteria, e la cosa, partita per scherzo, prende velocemente corpo. Il trio assume il nome TA GA DA, che era qualcosa che frullava nella testa di Tex già da un po’ senza trovare sostanza nella forma opportuna. Provano un pezzo, poi un altro, e un altro ancora, e insomma sembra che funzionino. Nell’autunno del 2022 cominciano a suonare qua e là per Padova e dintorni, convincendo già alla prima uscita e diventando in breve tempo una band di culto da pogo violento: a questo punto arrivare a pubblicare era cosa non solo naturale, ma inevitabile.
E ci troviamo così con questo “This Is How We Dance”, 20 minuti scarsi di irresistibile dance-punk revival, carichissimo di reminescenze punk rock adolescenziali ( capita spesso loro di concludere le serate speciali con qualche degradocover, tipo la sigla di “O.C.” ): il curatore dell’artwork Damiano Rosa li ha definiti come “I Franz Ferdinand che incontrano I Kasabian all’autogrill di Limenella”. Sono 7 pezzi e funzionano tutti benissimo: son stati anche parsimoniosi nella scelta di presentarne pochi ma buoni, pur avendone diversi altri in canna, per questo disco uscito in contemporanea con l’ormai tradizionale festa dei Dischi Sotterranei al CSO Pedro a metà novembre, per l’ultima edizione decimo compleanno di quella che ormai può considerarsi la realtà di riferimento per la musica alternativa nel Nord-Est, assieme a La Tempesta.
Il pezzo più noto attualmente, presentato anche come singolo, è The Wheater Song, che colpisce col suo stacco di tempo e un testo estremamente basilare (il tempo atmosferico è ciò di cui si parla quando non si ha di meglio da raccontare); ma vanno citati anche l’apertura killer di Hamster Wheel, l’omaggio esplicito al dance-punk di Franz, la quasi strumentale Mother, Is it ok To Take a Walk? Che nel finale sembra invocare strumentalmente “TA GA DA! TA GA DA!” , ed infine la title-track, con la quale al primo ascolto del verso “We were sick and we were worried, that was better than before” il partito del pogo prendeva il 74% e gli avventori in pausa cicca il 6%.
TA GA DA è il Gogeta dei Dischi Sotterranei, nonché una delle migliori live band che si possano ascoltare in Italia in questo momento. “This His How We Dance è giusto un assaggio del feeling estremo di musica e amicizia che può portare Tex, Jesse e Francesco a risultare molto interessanti, magari anche all’estero.




