Phosphorescent – Revelator

Recensione del disco “Relevator” (Verve Records, 2024) dei Phosphorescent. A cura di Stefano Grossi.

Il 5 aprile Matthew Houck, in arte Phosphorescent, ha rilasciato il suo nuovo album “Relevator” dopo sei anni dall’ultimo progetto “C’est La Vie”. Il nuovo e atteso album contrassegna il debutto del cantautore sulla label Verve Records, grazie alla quale è riuscito a inserire nella formazione Jack Lawrence (bassista dei Raconteurs), Jim White (batterista dei Dirty Three) e Jo Schornikow (compagna dello stesso Houck).

Dopo il rilascio a gennaio dell’unico singolo che dà il nome all’album, “Revelator”, l’artista statunitense aveva dichiarato:

Questa è la canzone che mi ha fatto capire che stavo scrivendo un nuovo album. Ce n’è sempre una che fa scattare questa cosa. Fino ad allora ero stato in difficoltà con un mucchio di pezzi di canzoni in varie fasi. Senza un’immagine chiara di quello che stavo facendo. Ho davvero faticato a dare un nome all’album “Revelator”. Penso che probabilmente abbia certe connotazioni bibliche e di genere. Ciò non si applica affatto a questo album o a Phosphorescent. Ma alla fine so cosa intendo con questo. E l’album non potrebbe davvero chiamarsi diversamente. Ed ecco perché questa è la traccia del titolo.

Jamie Krents, presidente della Verve, ha anche aggiunto successivamente in un comunicato stampa:

La nostra etichetta è piena di ammiratori di lunga data di Matthew, ed è una vera emozione dargli il benvenuto nella famiglia Verve Forecast e avere l’opportunità di pubblicare un album di questo tipo.

Revelator” è un viaggio intimo attraverso i ritmi dell’esistenza. Questo settimo album in studio risulta un’opera che incarna il viaggio emotivo e musicale di un’anima in costante evoluzione. Le nove tracce si snodano attraverso paesaggi sonori che mescolano folk, country e rock psichedelico. “Revelator” si distingue per la sua onestà disarmante e la sua bellezza struggente. Un’opera da ascoltare al tramonto, aspettando il buio tra campi di grano, mosso come onde da un flebile e caldo vento di fine primavera.

Dalla traccia di apertura si percepisce subito che l’artista vuole introdurre l’ascoltatore in un viaggio interiore con il suo ritmo quasi ipnotico mischiato ad atmosfere eteree. Tutto sorvolato dalla voce di Houck, impregnata di emozione, che riesce a fondersi con delicati archi e chitarre country, creando un’atmosfera di malinconia sottile ma avvolgente.

Il cuore pulsante dell’album si manifesta dentro ogni traccia, perché ogni traccia è legata alla seguente ma sopravvive di luce propria, come a voler scandire le ora che passano dall’inizio alla fine di un lungo, meraviglioso e triste tramonto. Combinando ritmi contagiosi con testi profondamente personali, la capacità di Houck di raccontare storie attraverso le sue canzoni raggiunge l’apice con questo album, forse meno orecchiabile rispetto i precedenti, ma più privato e personale. Dove affronta il tema della paternità con una delicatezza commovente e si immerge in riflessioni intime sulla natura mutevole del tempo e dei ricordi. Quasi fosse un prolungamento naturale di crescita di “C’est La Vie”.

Revelator” è un album che riflette la fugacità della vita e l’accettazione della sua impermanenza. In grado di catturare l’essenza di questo tempo, fatto di melodie dolce-amare e vite grottesche, dalle quali distaccarsi. Houck si confronta con il passato e il presente, abbracciando la fluidità dell’esistenza con una serenità che traspare dalle note stesse.

La produzione dell’album è impeccabile come sempre, con ogni strumento e ogni dettaglio sonoro accuratamente plasmato per creare un’esperienza d’ascolto coinvolgente e avvolgente. Le armonie vocali sono stratificate con cura, mentre le chitarre e gli arrangiamenti orchestrali aggiungono profondità e sfumature. È un’opera che rivela sempre nuovi strati ad ogni ascolto. Le gradazioni sonore e le sfide emotive che contiene la rendono un’esperienza intensamente personale per l’ascoltatore. È un album che celebra la bellezza e la complessità appunto della vita, invitando chiunque lo ascolti a riflettere sul proprio viaggio e sulla propria esperienza umana. Soprattutto sulle scelte, soprattutto su quelle sbagliate!

Distinguendosi come un’opera senza tempo che si insinua nel cuore e nell’anima dell’ascoltatore con la sua sincerità e la sua bellezza disarmante, con questo nuovo lavoro Phosphorescent conferma il suo status di narratore musicale di primo piano, che si erge come una pietra miliare nella sua già impressionante carriera artistica.

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