Jónsi – First Light
Recensione del disco “First Light” (Lakeshore Records, 2024) di Jónsi. A cura di Sara Fontana.
Qualsiasi aggettivo sarebbe superfluo per descrivere “First Light”, quarto album del musicista Jónsi dei Sigur Rós.
Lavoro pensato in un primo tempo per la colonna sonora di un videogioco, ha dei movimenti strettamente legati alla natura e questo già lo sapevano gli ascoltatori del musicista islandese: è il canto degli uccelli, il loro aprire le ali, la migrazione che permea “First Light”. Impossibile non rimanere colpiti ed emozionarsi di fronte a tanta magnificenza, la critica perde di ogni significato sono il cuore e l’orecchio ad abbandonarsi al suono.
Anche i suoni più brutali e distorti, quelle rare volte che appaiono, si avvicendano alla dolcezza e alla dilatazione delle atmosfere in un alternarsi emozionale fatto di nostalgia e presente, trasportato dalle onde del mare riprodotte e poi interiorizzate. Un album selvaggio e forte nonostante la blanda tristezza di fondo che si porta con sé, gli archi angelici che si confondono con il field recording riescono a prendere fin da subito liberandoci da qualsiasi vecchio dolore.
Per qualcuno potrebbe forse risultare melenso o monotono perché non racconta nulla di diverso da ciò a cui Jónsi ci ha abituati (o quasi). Ma che importanza ha se almeno una volta nella vita è la pace dei sensi a prenderci per mano?




