Military Genius – Scarred for Life

Recensione del disco “Scarred for Life” (Unheard of Hope / Angel Records, 2024) dei Military Genius. A cura di Francesco Giordano.

Marking a new era for the project. Stripped back to the essentials. Radical vulnerability. A deep dive through madness and despair to find a new way forward.” Così recita il post su Instagram che annuncia l’uscita del nuovo disco di Military Genius, al secolo Bryce Cloghesy Hildebrand (già membro dei Crack Cloud). Forse ha già detto tutto lui. Poche righe, stringenti. Riassuntive al massimo, eppure complete di tutto. 

Cloghesy è chiaramente capace di fare musica da solo, è riuscito ad incanalare le sue esperienze di vita personali in questo nuovo disco, che è una splendida e tenera raccolta di brani. Ecco, partirei da qui. Il filo conduttore che lega un brano all’altro è proprio la tenerezza di suono, scrittura e voci. L’artista canadese ha preso come esempio la nebbia e i paesaggi che riesce a creare. A volte tetri, a volte più ameni. Lo fa grazie all’utilizzo di appositi pedali e alle linee di chitarra ipnotizzanti che si sposano perfettamente con i sax che sembrano volere sedurre chi ascolta. Inoltre, è interessante la scelta del musicista di non dare uno spazio secondario alle sue parole, anzi. I testi sono il fulcro di ogni brano: col suo essere onesto e personale, Cloghesy mette al centro i suoi sentimenti mentre li accompagna dolcemente con strumentali che diventano quasi una cornice perfetta per il quadro creato.

Se il disco precedente, Deep Web, aveva prospettive sperimentali e post-punk, che tendevano la mano al suo progetto di gruppo, senza rinunciare a quelle barriere espressive tipiche di un certo kraut rock che sfociava nel jazz, “Scarred for Life” si richiude in logiche lo-fi che poggiano su ritmi R&B che sanno di seta e che vengono mescolati a quelle infusioni di suoni di chitarre e sax che ci fanno viaggiare nel mondo e nel tempo. Un po’ in Spagna e un po’ in quel jazz folk dal sound retrò. Alla fine, per certi versi, si potrebbe anche dire che viene creata un’atmosfera accattivante. 

Questo disco, diciamolo, è un ascolto soddisfacente. Chi ascolta viene coinvolto in continuazione dai suoi tempi morbidi e dilatati. C’è un certo crogiolarsi nella malinconia, con cui io vado a nozze, che, facciamo attenzione, non è un rimanere inermi e passivi, bensì un invito a riflettere sul perché di questa malinconia. È, quindi, un album triste? O è un disco felice? La risposta più corretta sarebbe “nessuno dei due”, “Scarred for Life” è un disco costante come la vita, che ha i suoi bassi e i suoi alti. Ognuno, poi, ha quella garanzia immutabile in cui rifugiarsi. Per me, per noi, per Military Genius è la musica di qualità. E va bene così.

Post Simili