Couch Slut – You Could Do It Tonight

Recensione del disco “You Could Do It Tonight” (Brutal Panda Records, 2024) dei Couch Slut. A cura di Fabio Gallato.

Quanto può fare schifo la vita? Ce lo spiegano i Couch Slut con il loro ultimo album, “You Could Do It Tonight”: un’opera che ridefinisce il concetto di “inquietante”, seppellendo con una risata amara e sanguinante ogni barlume di positività che potremmo ancora trovare in questi tempi cupi.

Il noise oscuro e tagliente del quintetto di Brooklyn è un racconto di puro ed estremo realismo, un orrore che assume i connotati del reale. Si tratta di storie così crude da sembrare lontane, eppure stanno lì, a marcire sotto la superficie. La voce di Megan Osztrosits narra una storia di sopravvivenza che è essa stessa una vittoria, perché arrivare vivi alla fine è comunque un traguardo. Il femminismo emerge, ma senza artifici o contraddizioni, attraverso racconti di violenza, abusi e autolesionismo: un vortice nero in cui è quasi impossibile intravedere uno spiraglio di luce.

Il noise qui non è solo un genere musicale, ma un ideale, un metodo per rappresentare il caos e il dolore. I Couch Slut pescano dal grunge, dallo sludge e dall’hardcore, da dove fa più male. A volte i brani arrivano con una forza brutale, come volessero colpire fisicamente. È il caso di Wilkinson’s Sword, che include pure accenni di black metal, o di The Donkey, in cui il parlato somiglia a una cronaca apocalittica sovrastata da chitarre che collassano una sull’altra. Oppure ancora di Downhill Racer, con il suo basso distorto e caotico che sembra soffocare ogni sfumatura, lasciando emergere solo urla e dissonanze.

La missione dei Couch Slut, insomma, è disturbare, e non c’è dubbio che l’obiettivo sia raggiunto. Non capita spesso di imbattersi in opere dove musica e parole siano così interdipendenti da sembrare inseparabili: i testi si nutrono del suono, il suono si nutre dei testi. “You Could Do It Tonight” è un rigurgito nero di realtà, viscerale e scomodo. Approcciarsi a un lavoro dal gusto così misantropico non è semplice, ma è un’esperienza imprescindibile per chiunque voglia comprendere meglio il lato oscuro dell’esistenza.

Post Simili