Knox Chandler, Bobby Previte – Previte – Chandler

Recensione del disco “Previte – Chandler” (Subsound Records, 2025) di Knox Chandler e Bobby Previte. A cura di Sergio Bedessi.

Uscito il 19 gennaio 2025 per la Subsound Records, l’album “Previte – Chandler” è il prodotto della collaborazione musicale di due grandi musicisti: il batterista e compositore Bobby Previte e il chitarrista, e non solo, Knox Chandler.

Nomi forse poco conosciuti ai più malgrado l’altissimo livello tecnico e musicale dei due artisti, nonché le loro innumerevoli partecipazioni a gruppi musicali di vario genere, così come le presenze tanto in live quanto nelle registrazioni. Knox Chandler, chitarrista e violoncellista, una carriera musicale variegata, ha partecipato come musicista e talvolta come compositore a quasi un centinaio di album con artisti e gruppi più o meno famosi. Fra questi ha collaborato con The Golden Palominos, gruppo rock alternativo statunitense, con la rock band inglese The Psychedelic Furs, con i britannici Siouxsie and the Banshees, con i più famosi R.E.M. e Depeche Mode, ma anche con singoli artisti come il cantante degli stessi Depeche Mode, Dave Gahan, il cantautore Lou Reed e molti altri, fra i quali la cantante Cyndi Lauper. Bobby Previte, batterista, ma meglio sarebbe definirlo performer viste anche le sue escursioni in altri campi artistici come il teatro, compositore, anch’egli con una poderosa produzione di circa un centinaio di album, vanta come il collega innumerevoli collaborazioni musicali, fra le quali quelle con il gruppo jazz The Lounge Lizards, con il chitarrista jazz Sonny Sharrock, con i cantautori Iggy Pop e Tom Waits.

Al primo ascolto l’album “Previte – Chandler” potrebbe sembrare, per le sonorità prevalenti, uno degli ormai molti album di genere ambient/drone/neo psych. In realtà “Previte – Chandler” esce dai canoni standard: si tratta di una sorta di dialogo musicale fra i due artisti, intenso e stimolante per l’ascoltatore, capace di suscitare emozioni particolari. La batteria, e più in generale le percussioni, hanno un ruolo assolutamente prevalente nel tessuto musicale dal momento che Previte utilizza un drum set talmente espanso da consentirgli di suonare il tutto come uno strumento musicale con ben altre potenzialità, tanto melodiche quanto armoniche. Di contro Chandler risponde al tessuto musicale creato da Previte con la generazione di suoni strutturati e miscelati in un modo particolare, che lui definisce “sound ribbon”, così che l’ascoltatore può percepire musicalità con evidenti influenze jazz e fusion che vanno a destrutturarsi in sonorità ambientali, per poi nuovamente strutturarsi in un nuovo insieme musicale.

Un sottofondo di trame musicali mutuamente intersecantesi, generate dai due artisti e dalle loro corrispondenti espressioni musicali strumentali, connotate da un livello tecnico altissimo, che letteralmente sollecitano la mente dell’ascoltatore. Da notare che Chandler non utilizza assolutamente synth per la produzione di una serie di suoni oggigiorno sempre creati da strumenti elettronici, che sono creati solamente dalla chitarra e dal basso, oltre che dagli strumenti a percussione; per questo l’album potrebbe definirsi il più “elettronico” mai realizzato fra gli album rigorosamente acustici.

All’interno del lavoro di Chandler e Previte alcuni pezzi spiccano fra altri: Moonburn, il cui ritmo in alcuni momenti assume quello di una marcia con il sottofondo di sonorità che fanno da corollario a singoli suoni simili a voci volanti, Hallow, con suoni industrial ambient scansionati a tratti dalla batteria di Previte, così da ricordare come il respiro di una enorme macchina, respiro che ogni tanto si scioglie in suoni appartenenti alla natura. Molte le suggestioni e le influenze percepibili: dall’entrata di Streamtide, evidente reminiscenza jazz, probabilmente dovuta più a Previte che a Chandler, a Lost Moon, dove la consecuzione batteria – contrabbasso – suoni ambientali ricorda Eternal Caravan of Reincarnation di Carlos Santana, ma le armonie che in alcuni momenti richiamano alcuni pezzi del compositore Igor Stravinskij.

Per apprezzare veramente questo bell’album e non considerarlo solamente una magnifica performance di musica ambient è necessario ascoltarlo a occhi chiusi o almeno a luce spenta.

Solo in questo modo si sarà trasportati dal profondo e raffinato dialogo musicale dei due artisti.

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