Divus – Divus 3
Recensione del disco “Divus 3” (Subsound Records, 2025) dei Divus. A cura di Sara Fontana.
“Divus 3” è il nuovo album dei Divus, duo romano che mette in collisione l’elettronica di Luciano Lamanna e il caldo sax di Luca T. Mai (Zu, Traum).
Lavoro diretto ed oscuro, “Divus 3” crea fin da subito ambienti dilatati e artistici da colonna sonora che trasportano l’ascoltatore. Importanti sono gli spazi di silenzio delle prime e brevi tracce che entrano nell’immaginazione come suggerimenti visivi.
Il sax baritono di Luca T. Mai è caloroso e brontolante, protagonista perfettamente inserito nelle composizioni dai suoni fumosi e gelidi dati dall’elettronica di Luciano Lamanna fatta su ripetizioni e riverberi. Nelle tracce più intense il sassofono si lascia andare ad improvvisazioni che sembrano movimenti di terra provenienti dall’Ade i quali combattono contro o spalla a spalla con gli altri elementi sonori.
“Divus 3” lascia anche spazi liturgici fortemente surreali come sentiamo in E4 dove la voce propiziatoria si muove in contesti meccanici chiudendo la parte “E” del progetto. Decisamente più techno-urban è invece la seconda parte dell’album dove i caratteri di Luca T. Mai diventano meno protagonisti e più collaborativi con Luciano Lamanna che da un ambient nebulosamente atmosférico diventa industriale e kraut. Emblematica è la traccia F2, ossessiva nel tempo e nella melodia, un respiro umano fatto di suoni e strumenti musicali che va a precedere una chiusura cinetica contrapponendo per l’ultima volta l’uomo alla macchina.
L’ascolto di “Divus 3” mi ha fatto immaginare molto e coinvolto in quello che sembra una percezione di uno scontro tra umanità e prodotto di essa. Un album intenso e fortemente materiale.




