Astral Syndicate – A Kind of Magic

Recensione dell’EP “A Kind of Magic” (Tocco Magico, 2025) di Astral Syndicate. A cura di Andrea Vecchio.

L’autoproduzione è l’arma di espressione più diretta che ci sia.  In sostanza, funziona così: se vuoi una cosa, prenditela. Se vuoi comunicare, comunica. By all means, con ogni mezzo necessario. E Tocco Magico, neonata label dedita alle sonorità più recondite e glaciali, non si è tirata indietro. 

Astral Syndicate, al secolo Tommaso Ristori, è un artista toscano dedito da sempre alla sperimentazione. Grazie alla prima produzione dell’etichetta che lui gestisce, Tocco Magico, per l’appunto, ci parla di un mondo che a prima vista può sembrare lontano dal punk, ma che ne rispecchia vividamente gli intenti, seppur con vie di comunicazione e mezzi diversi. 

Il suo primo lavoro, “A Kind of Magic”, esce in formato cassetta e si fregia dell’artwork curato da Iacopo Gradassi, amico e deus ex machina di Zen Hex. Si tratta sicuramente un lavoro di impatto, che ci trasporta in un mondo onirico di suoni e mentalità esotiche dove la natura è benevolente solo se la sai prendere. Conta cinque brani tra new age, drone e psichedelia distopica come piace a noi, che divoriamo ogni giorno, sbattendocene, serie tv e libri di poco conto. Non avendo una vera e propria sezione ritmica a dettare i tempi, i brani lasciano tutto alla nostra interpretazione. The Camel, His Dream and Journeys, il pezzo più lungo, sembra un’introduzione lunghissima di un brano dei Red Sparowes, tra sogni lasciati a metà e poche consapevolezze.

Melted Knowledge è invece il momento più esplicativo del disco, che faticando tra dune e sentieri non fa altro che portarci, mano nella mano, in un universo violento e statico al tempo stesso. A Kind of Magic, infine, con il suo percorso che ci riporta a suoni più ripresi che suonati, è la conclusione di questo racconto, che nasce e muore nella naturalità degli eventi, dopo tutto, senza magia, come ogni cosa. Acqua di torrente. 

Se la vita è già complicata, noi non facciamo altro che, ascoltando questa musica, complicarcela ulteriormente. Ma non posso che provare curiosità ed empatia per un ex bocia che, come facevo io, passava da adolescente le ore davanti a MTV in attesa che passassero i video degli Smashing Pumpkins.

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