Zipper – Muoio Quando Voglio Io
Recensione del disco “Muoio Quando Voglio Io” (Autoproduzione, 2025) degli Zipper. A cura di Andrea Vecchio.
Ci mancava, un po’ di Florida Sound. Ne sentivamo la mancanza, noi vecchi smandrapponi. Soprattutto mancava a Milano, città ormai persa qua e là a causa di un’anomala ondata emo e indie, che non fa altro che copiare spudoratamente e male Ojne e Fine Before You Came e un oi! revival che attrae masse e masse di gente a concerti e (per fortuna) a iniziative. Perché il Florida Sound serve. Serve soprattutto ai luoghi di aggregazione, agli spazi, ai concerti. Quel suono che, nonostante sia geograficamente vicino ai Tropici, ti getta in un freddo disagio e ti sprona a pensare che, nonostante tutto, abbiamo fatto bene a non perdere la speranza.
Il debutto degli Zipper è un faro nel buio in questa città culturalmente depressa. “Muoio quando voglio io” è un disco hardcore che parte dagli Assück e arriva ai collettivi e alle etichette indipendenti, alle riunioni e alle taz, spaziando nelle infinite lande da dove tutto è cominciato. Senza tralasciare un cantato in italiano minimale, sardonico e pessimista che ben si sposa con un risultato grafico gotico sudista a base di scheletri e paludi e un suono che vabbeh, ve lo devo anche spiegare?
È una realtà distorta, quella che ci viene raccontata in “Muoio quando voglio io”. Una realtà un cui la volontà di potenza è irrimediabilmente intrappolata in una rete di conoscenze, obblighi e incarichi forzati, ai quali un ragazzo cerca di rispondere come può. Il primo passo è, per l’appunto, l’autodeterminazione. Delle vite, del nostro incarico su questa terra. Si vive ok, ma si può anche scegliere di morire. Il tutto viene affrontato con questo Florida Sound ineccepibile e scaltro, breve e sanguinolento. Io non pago Iva, Saluto e Mannaggia sono tre racconti di come non valga veramente la pena soffrire per conto di terzi, lavorare per rifocillare l’alienazione e intrattenere rapporti con gli altri. Crust hardcore, insomma. Su cassetta, rigorosamente autoprodotto.
Transiti Punx are back on track. Brace yourself!




