Bjarki – A Guide to Helltier Lifestyle

Recensione del disco “A Guide to Helltier Lifestyle” (Differance Records, 2025) di Bjarki. A cura di Nicola Stufano.

È partito tutto da lì, quel filone che univa la musica alla paranoia di fine secolo. Tra tutte le band e gli artisti di spicco in quegli anni, i Radiohead ebbero anche il merito di essere i primi a comunicare col giusto linguaggio la crisi che l’essere umano stava vivendo, quando si parlava di “fine della storia”: una voce robotica, goffa, che elenca una serie di accorgimenti da adottare per essere O.K. nella società di allora.

Sono passati quasi trent’anni, e la società occidentale guardandosi indietro vive quel momento con istantanea nostalgia e rammarico: dovremmo quasi dar ragione alle macchine che in “Matrix” definivano il 1999 come l’apice della civilizzazione. Altro che fine della storia, un mondo surriscaldato sta tornando a ferro e fuoco per la contesa delle poche risorse rimaste, un desiderio di totalitarismo emerge corale in ogni angolo della terra. E l’uomo occidentale cos fa? Indossa la cravatta e va un altro giorno in ufficio a lavorare, come se fosse ancora il 1999.

Il merito di Bjarki Sigurðarson, produttore islandese in bilico tra la techno, le produzioni di elettronica più oscura e di ambient più digeribile, è quello di riprendere quello schema proposto all’epoca dai Radiohead di “OK Computer” e ricollocarlo nell’attualità, chiamandolo “A Guide to Helltier Lifestyle”. Ora le voci robotiche non sono più registrazioni umane distorte, ma hanno vita propria attraverso l’intelligenza artificiale, così come le immagini del video di Real Insight. Che è un po’ la linea guida del disco, la voce di una donna che descrive i suoi desideri e cosa ritiene reale, ma noi non sapremo mai se lei stessa è reale. Il tutto su un’accattivante base elettronica di scuola scandinava.

Per essere un disco ambient, è curioso e piacevole. Bjarki si dimostra un artigiano del suono, in mezzi come Divine Wash e Puppet Parade, meno centrati sulle tematiche del disco forse, ma dove la musica diventa immagine. Il disco risulta un viaggio piuttosto lungo nella mente, che tra cavalcatori di uteri e rilasci tossici, si conclude con Void Visitor, un ipnotico loop di scuola meticcia, come se i Sigur Rós fossero stati remixati dai Coil. 

“A Guide To Helltier Lifestyle” è il percorso nella tana del Bianconiglio, una caduta senza fine verso un’idea di auto-miglioramento che può essere costruito soltanto comprando, comprando e ancora comprando. “Capitalism in Yoga Pants”, lo definisce l’autore. E contemporaneamente, vendiamo quello che resta della nostra anima e delle sue libertà.

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