Warlung – The Poison Touch
Recensione del disco “The Poison Touch” (Heavy Psych Sounds Records, 2025) dei Warlung. A cura di Sergio Bedessi.
In uscita oggi 14 febbraio 2025 il quinto album dei Warlung, gruppo heavy rock in stile occult, “The Poison Touch”, pubblicato da Heavy Psych Sounds Records. Si tratta di un lavoro musicale che sicuramente entusiasmerà l’ascoltatore, perché fin dal primo pezzo lascia trasparire un’energia inconsueta grazie a una serie di elementi musicali tipici del rock “classico” ma anche con la sapiente connessione fra testi e arrangiamenti.
I Warlung sono un gruppo musicale del Texas, formatosi nel 2016, e composto da quattro elementi, George Baba (chitarra, tastiere e voce), Philip Bennett (chitarra e voce), Chris Tamez (basso), Ethan Tamez (batteria). Il gruppo, che in questi giorni sta portando i propri live in tutto il mondo, sarà presente in Italia per più volte, la prima (Savona) proprio in occasione del rilascio dell’album “The Poison Touch”, per poi spostarsi in Germania, in Austria e quindi in Grecia.
L’approccio musicale dei Warlung in questo lavoro composto da otto pezzi è una elegante via di mezzo fra il rock classico e l’heavy metal, dal momento che preleva in modo intelligente stilemi sia dal primo che dal secondo, con riff di chitarra accattivanti e ritmi duri e forti, senza peraltro dimenticarsi i momenti più melodici tipici di un progressive rock quasi mistico.
Rilevanti Digital Smoke con i rapidi riff di chitarra iniziali e la prosecuzione del pezzo molto dinamica, con quel cambio di tempo a metà che lo fa quasi divenire un blues, pur con un’armonia diversa da quella tipica di questo genere. White Light Seeker, molto lungo, è una sorta di pezzo rock “classico”, tanto i suoni sono bilanciati con le due chitarre che dialogano sopra a un ritmo sostenuto andando poi a costruire la trama sulla quale va a muoversi la voce. La sottostante voce di hammond insieme alla distorsione standard di chitarra contribuiscono a marcare ulteriormente il carattere di pezzo rock “classico”. Diverso dal contesto Mourning Devils, un pezzo breve, quasi ambientale, con le sonorità di chitarra distorta mescolate ai suoni della natura, che termina con un’armonia semplice ma efficace dal punto di vista musicale.
Si distinguono, per le influenze che l’ascoltatore può percepire, Holy Guide, molto rock anni ’70, che specialmente sull’inizio richiama alla mente alcuni pezzi dei Deep Purple, e The Sleeping Prophet che ricorda alcuni pezzi dei Genesis vecchia maniera, probabilmente per i suoni synth vintage come il Solina, ma anche perché cantato in modo molto melodico. Di forte impatto i rapidi fraseggi di chitarra presenti nella parte centrale di Rat Bastard.
Concludendo “The Poison Touch” è un album che sicuramente piacerà agli amanti del rock, tanto più agli ascoltatori più attempati.




