The Limiñanas – Faded
Recensione del disco “Faded” (Barreto Music, 2025) dei The Limiñanas. A cura di Alessandro Piccin.
Momento nostalgia. In tutti i sensi. Nella primissima recensione che scrissi per ImpattoSonoro, parlai dei The Limiñanas come della “coppia più cool di Francia” e descrissi la loro musica come “Serge Gainsbourg in bianco e nero che suona il tamburello nella testa di Sergio Leone”. Non per fare dell’auto citazionismo gratuito (e nemmeno per fare il pigrone, sia chiaro), ma posso dire – esattamente 100 recensioni dopo – che il giovane me ci aveva beccato in pieno.
Dal tempo di “Shadow People” (2018), infatti, non è cambiato molto. “Faded”, uscito per la label indipendente francese Barreto Music, si posa anch’esso su cavalcate strumentali piene di buon gusto retrò (come l’introduttiva Spirale o ancora l’irresistibile The Dancer), ballatone yé-yé intrise di riverberi e soprattutto tante, tante collaborazioni di classe.
Tra i featuring di “vecchia data” troviamo innanzitutto Bertrand Belin – che cantava la bellissima Dimanche nel sopracitato “Shadow People” e Au debut c’etait le debut in “De pelicula” (2023) – interprete qui dell’altrettanto riuscita J’adore le monde. Altro comparsata già nota quella di Pascal Comelade, con il quale i Nostri hanno registrato un intero album collaborativo nel 2023 (“Boom Boom”), e che troviamo qui in coppia con il grandissimo Jon Spencer dei Blues Explosion (Space Baby e Degenerate Star). Viene da chiedersi dove sia Anton Newcombe (The Brian Jonestown Massacre), “rimpiazzato” in Prisoners Of Beauty da un altrettanto iconico frontman, Bobby Gillespie dei Primal Scream.
Altre collaborazioni nuove di zecca sono quelle con il compositore francese Rover (l’efficacissima Shout), con la giovane cantautrice bedroom-pop inglese Penny (Faded), e con Anna Jean (Catherine), cantante del gruppo psych-pop francese Juniore (che consigliamo vivamente) e figlia del premio Nobel per la letteratura Jean-Marie Gustave Le Clézio (non che sia importante, ma un fun fact difficilmente trascurabile).
Insomma, Lionel e Marie Limiñana scrivono la musica che amano con le persone che amano. Vi dirò di più: quando non possono farlo per ragioni puramente fisico/biologiche, ricorrono ad altri stratagemmi. Parlo della conclusiva Où va la chance, splendida cover-omaggio a Françoise Hardy, musicista iconica della scena yé-yé francese, deceduta la scorsa estate.
Sempre nella recensione di “Shadow People”, menzionai la naturalezza dei The Limiñanas nel comporre pezzi estremamente cinematografici. Neanche a dirlo, negli ultimi 5-6 anni la coppia ha pubblicato qualcosa come una decina di original sountracks (OST), dimostrando un forte attaccamento alle arti visive e a un certo tipo di estetica, che nel loro caso mi sbilancerei a descrivere come badass, e che ricorda a tratti quella di un altro iconico duo chitarra-batteria, i White Stripes (non solo nei colori).
Per noi, “Faded” rappresenta un altro centro pieno del duo di Cabestany, primo della classe per onestà intellettuale e spirito rock’n’roll. À ne pas rater.




