La Seconda Attenzione – Oltrevia
Recensione del disco “Oltrevia” (Autoproduzione, 2025) de La Seconda Attenzione. A cura di Paolo Esposito.
Arrivano suoni, voci sussurrano segreti, in gesti e segni. Parole misteriose arrivano, e colori. E allora devo scriverli e cantare, suonarli, danzare. Per espandere il movimento e da dentro portarlo fuori. Non posso contenere. C’è sempre altro da far nascere, altra luce da esplodere e non voglio più trattenere. Non voglio più nascondere. Bisogna straripare.
Il progetto portato avanti dai fratelli Gianluca e Pina Paone è ambizioso: mettere in musica tutta la loro carica esoterica, maturata a seguito di un’esperienza sciamanica, attraverso la creazione di una piccola opera multidisciplinare. Il nome scelto per comunicare l’avvio di questo percorso è La Seconda Attenzione, ispirato alle attività che un essere umano può compiere e che non fanno parte della realtà oggettiva. Lo scopo non è, quindi, intrattenere il pubblico con semplici canzoni – sebbene ispirate – ma comunicare e apprendere allo stesso tempo, scambiando energia con gli interlocutori che di volta in volta ascoltano il disco e partecipano alle loro rappresentazioni.
Sulla scia degli scritti di Carlos Castaneda, uno dei più influenti promotori moderni della filosofia sciamanica, esce quindi “Oltrevia”, che di base presenta uno schema molto semplice ma sostanzioso, in quanto Gianluca e Pina fanno tutto da soli dal punto di vista compositivo e testuale. L’inizio di Anima Animalia è già una preghiera, un’invocazione primordiale che al suo termine sfocia nell’autodeterminazione liquida e ipnotica di The way we run, che presenta un corposo intermezzo sospeso tra minimalismo e psichedelìa, prima di terminare in un tripudio caotico che conduce dritti nella languida energia – arricchita da colpi di swing – di Ricene.
Sulla stessa falsa riga si muove Intuizioni, laddove – parafrasando il titolo – ottime intuizioni sono i riff di chitarra che ben si alternano al cantato deciso. Altro pezzo bello lungo è Girotondo (gioco per adulti), che rispetto a quelli immediatamente precedenti addolcisce i suoi spigoli rockeggianti e le variazioni di tempo e stile, per adagiarsi sui canoni più classici della forma-canzone. Più suspense, decisamente, in Dov’è la casa, che riprende a stuzzicare l’orecchio sottraendo punti di riferimento. Un interludio che sfocia in un pensiero più compiuto, ed ecco un dittico sotto forma di ninna nanna composto da Della mancanza di fuoco e Nulla da dimostrare, un accompagnamento lento e dolce che è il prologo di Non c’è confine. E’ il compimento della missione di Pina e Gianluca, quella comunicazione totale che abbatte i muri della percezione e fonde due o più anime che non solo sono entrate in contatto, ma che in ultimo diventano una cosa sola.
È notevole il viaggio interiore fatto dai fratelli Paone in fase di costruzione di “Oltrevia”: il grande e intimo trasporto spirituale sfocia nella musica e nel canto in modo naturale, come un flusso di energia che sgorga e che si espande ovunque. Nondimeno, è gradevole l’atmosfera immediata e diretta, senza inutili orpelli che rischiano di minarne l’autenticità. Sarà sicuramente apprezzato – soprattutto nella dimensione live – dagli amanti o semplici appassionati di esoterismo e arti dello spirito. I “normali” ascoltatori possono ad ogni modo fruire di un discreto lavoro inedito, originale, che per larghi tratti viene fuori dagli schemi della musica contemporanea e che presenta numerosi elementi di sicuro interesse.




