Calgolla – Iter

Recensione del disco “Iter” (Vina Records, 2025) dei Calgolla. A cura di Sergio Bedessi.

Uscito a fine maggio, pubblicato da Vina Records e distribuito da Believe, l’album “Iter” di Calgolla, gruppo musicale alternative rock con base a Berlino.

Iter” è un concept album costituito da nove pezzi il cui massimo comun divisore è rappresentato dalla coerenza della narrazione musicale che fornisce all’ascoltatore una visione omogenea di fenomeni apparentemente eterogenei, come l’alienazione sociale contemporanea, i problemi ecologici e ambientali, ma anche la trasformazione interiore e la ricerca di aiuto nel proprio percorso di vita.

Certamente un prodotto artistico complesso, ma nel contempo estremamente contemporaneo, che usa stilemi differenziati nel percorso che l’ascoltatore segue scorrendo i vari pezzi, sia per i testi che sono in inglese, tedesco, italiano, spagnolo, siciliano, con una breve escursione anche in greco antico, sia per la parte musicale che spazia fra l’alternative rock e la spoken word music che spesso sfocia nell’ambient.

Il gruppo musicale Calgolla è costituito da Emanuele Calì (chitarra, voce, composizione), Felipe Melo (batteria), Yerko Ursic (basso), Marco Papa (chitarra), e rappresenta un voluto processo di integrazione di molti sottogeneri musicali, la rottura di schemi e strutture per arrivare a forme musicali molto più aperte. Proprio per questo il prodotto del lavoro di questo gruppo sfugge a una definizione specifica e assume le forme di un’epopea sonora che vuole stimolare la riflessione e la meditazione su molti temi contemporanei, sociali e personali, usando stilistiche musicali variegate che raggiungono comunque una loro sintesi artistica originale.

Il pezzo di apertura, Morning Star, indulge già con il richiamo esplicito dello stesso titolo a riferimenti gnostici ed esoterici, dove la profondità del testo risulta mitigata da uno stile musicale aperto che grazie anche alla lunghezza totale del brano ha modo di passare fra vari stadi per terminare con una interessante scansione ritmica corroborata da suoni con evidenti riferimenti storici. Si tratta di una sorta di ouverture mistica per l’intero album.

Gli iniziali suoni ambientali di natura conferiscono un carattere particolare a Erdelose Pflanze che poi prosegue a tempo dopo l’introduzione della chitarra, perfetta prolusione per un testo che descrive all’ascoltatore uno scenario post apocalittico, dove la natura è ormai impazzita e l’uomo sta cercando di sopravvivere, un concetto ribadito dai compulsivi echi delle parole che si mescolano alla musica.

Interessante riff ripetuto a oltranza, intelligentemente incastrato in modo non consueto dalla batteria, per poi aprire alla voce, in Pupilla digitale, un pezzo tutto sommato abbastanza metal, con testi di matrice orwelliana che richiamano alla mente sogni urbanistici tanto utopici quanto falsi, come rimarca il testo “metastasi in atto // sui tessuti connettivi // ispezioni // su insalubri ambienti antropizzati”. Una canzone di acuta protesta sociale con interessanti parallelismi fra la descrizione di quanto viene descritto e la frammentazione sociale in atto (“la pupilla digitale // osserva e registra // da ogni singolo // minuscolo spigoloso pixel // … // marchingegni isterici / delimitano porzioni di aree / decorate a regola d’arte / finte come l’apocalisse”).

Esplicitamente riferito al proverbio n. 16 del primo libro di Zenobio (Ζηνόβιος), filosofo greco del II secolo A.C. conosciuto appunto per una raccolta di proverbi, il pezzo Zenobius I, 16 denotato da armonie molto particolari sulle quali si muovono i suoni delle chitarre mentre le parole esprimono per l’ennesima volta il tema della trasformazione, del passaggio da una condizione umana a un’altra, come espresso, peraltro in modo criptico, appunto dal proverbio ἅλις δρυός. Significativo che il progetto, per la parte visiva, sia stato sviluppato in collaborazione con gli studenti della Scuola per bisogni educativi speciali Parzival Schule di Berlino, che hanno fornito le illustrazioni di animali magici che si possono osservare in copertina.

Iter” è un album di alto livello artistico che per essere apprezzato appieno necessita di un ascolto attento, un prodotto musicale che le persone di cultura non potranno fare a meno di gradire.

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