Respect For Zero – Overtime

Recensione dell’EP “Overtime” (Time To Kill, 2025) dei Respect For Zero. A cura di Imma I.

Un buon EP hardcore ma che presenta anche interessanti contaminazioni dalle sfaccettature che virano verso il rock puro e qualche accordo punk. Una bella sorpresa per quanto le canzoni siano solo quattro e la durata molto ridotta, bisogna dire che però l’offerta risulta giusta per il messaggio che deve arrivare.

“Overtime” è un album che si lascia ascoltare e che ti immerge in questo sound potente. È un disco marcatamente intenso e profondo dal punto di vista della scrittura, le canzoni indagano argomenti sociali per niente banali. Reaching Death affronta il tema della dipendenza anche dal punto di vista di chi è vicino all’individuo sofferente, Mirrors è invece una canzone di denuncia sociale verso il sistema che ci circonda e ci manipola, è anche il brano con più spunti rock e punk, davvero molto soddisfacenti. Sagnol racconta del conflitto interiore di chi vive sospeso tra il bianco e il nero, il tutto e il niente, l’amore e l’odio, un dualismo che porta all’incompiutezza e all’immobilismo nell’attesa che questa o quella sfaccettatura predomini. Born Again parla di come si possa rinascere ancora una volta nonostante l’oscurità interiore risulti mascherata da disperazione.

“Overtime” è un album che si esprime con l’urgenza di lanciare dei messaggi fondamentali, che cerca di riprodurre in musica quell’atteggiamento di distruzione, di rottura che porta però a una nuova rinascita. Notevoli sono gli interventi di Luca Cruciani alla batteria, seguono molto bene tutti gli altri componenti Luca Paoletti, Stefano Gregori e Iacopo Rossi.

È appagante sapere che ci sia ancora voglia di suonare bene anche in Italia per davvero degli strumenti e di portare avanti progetti di una qualità notevole in un discorso hardcore.

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