Heartworms – Glutton for Punishment
Recensione del disco “Glutton for Punishment” (Speedy Wunderground, 2025) di Heartworms. A cura di Davide Bonfanti.
Mentre ascoltavo “Glutton for Punishment”, l’esordio della britannica Heartworms – al secolo Jojo Orme – un aggettivo continuava a risuonarmi in testa, come a implorare di essere utilizzato in questa recensione: “flamboyant”. Ora, prima di dare retta alle voci nella testa è buona cosa fare un controllino, e dunque mi sono documentato sull’effettivo significato del termine: sgargiante, appariscente, ma – attenzione qui – anche un riferimento ad uno stile gotico particolarmente elaborato e vistoso. Tutti elementi che calzano a pennello per inquadrare questa opera prima.
Tralasciando la breve e a conti fatti piuttosto superflua intro In the Beginning, l’effettiva apertura del disco è affidata a Just to Ask a Dance, che fin dal titolo è un invito ad unirci a questa danza macabra. Già da qui emergono le colonne portanti dell’album: passione, decadenza, una certa teatralità forse un po’ compiaciuta ma sicuramente efficace. Orme ha dalla sua il fascino gotico di un vampiro: ammalia e seduce, spingendoci a seguirla tra le contorsioni dei suoi ritmi. Giova sicuramente alla sua causa la capacità saper coniugare queste atmosfere decadenti con una sensibilità pop tutt’altro che scontata – provate a tenere fermo il piedino durante Mad Catch, mi saprete dire. Non mancano ovviamente incursioni più dichiaratamente nel post-punk più dark: Warplane con il suo incedere marziale e l’ossessiva linea di basso mostra chiaramente il debito verso i The Cure e compagnia goticheggiante.
Quindi sì, con “Glutton for Punishment” Heartworms ci consegna un disco autenticamente flamboyant: impossibile da lasciare semplicemente in sottofondo una volta fatto partire, fa di tutto attirare la nostra attenzione e tenerla imprigionata nel suo mondo tanto oscuro quanto affascinante. Esattamente come le decorazioni di certe maestose cattedrali gotiche, studiate per catturare lo sguardo e non lasciarlo più andare. Ma mentre queste ultime erano pensate per custodire il divino, Heartworms ci àncora saldamente alla carne e ai suoi turbamenti, rivelandoci una volta di più l’estremo fascino che può esercitare il mondo dei sensi. E come possiamo noi comuni mortali resistere a questo richiamo?




