Black Magnet – Megamantra

Recensione del disco “Megamantra” (Federal Prisoner, 2025) dei Black Magnet. A cura di Fabio-Marco Ferragatta.

Seguire le etichette, sempre. Vene d’oro in un mondo imballato di roba indegna, troppa. Federal Prisoner è la label indipendente lanciata qualche anno fa dall’artista visuale (e non solo) Jesse Draxler e dal nostro beneamino Greg Puciato. Nel loro roster pochi artisti, tutti di valore ma, soprattutto, tutti non allineati. Che poi è quello che solletica di più noi furbetti. Ed è proprio così che si scoprono certe perle rare.

I Black Magnet arrivano da Oklahoma City, concittadini dei Chat Pile per intenderci (che cazzo c’è nell’acqua di quella città? Meglio non sapere). James Hammontree, Ryan Bratcher, Jared Branson ed Eric Gorman ammettono influenze che vanno dai Godflesh ai Deftones, passando per Alice In Chains e Nine Inch Nails. Tutto giusto, non vedo errori. Sono al terzo disco, e mi riprometto quindi di recuperare tutto il resto, mi pare chiaro.

Che rifferama infestante, da queste parti, fa sbrodare, Null + Void è thrashdustrial assassino che rimbalza durissimo sulle pareti della stanza. Ritmiche circolari che sanno di cyberpunk, Spitting Glass colpisce là dove già attaccavano i White Zombie (ma senza ciarpame cinefilo di serie Z), Endless e Coming Back Again iniettano un veleno ultra-hc in tempi medi che lascia cicatrici molto più che profonde, tra melodie venefiche e ultraviolenza urticante. La voce di Hammontree è diavolo filtrato nella macchina e distrugge tutto, anche quando l’andamento si fa sornione e sensuale (scuola Reznor) in Better Than Love e nella lordissima Night Tripping, con quel programming lancinante e i synth di Gorman che perforano il cervello in combutta con melodie vocali hyper-spooky. B I R T H è un demonio apocalittico, noise rock all’ennesima potenza, eccessiva, brutale, goduriosamente malvagia e anche uno dei tanti, chiarissimi motivi per cui l’ex-The Dillinger Escape Plan ha messo sotto contratto questi quattro sciamannati.

Fidatevi, “Megamantra” è una delle cose più virulente, bestiali e pesanti che vi capiterà di ascoltare in questo 2025 di uscite altalenanti.

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