Umlaut – Desolë

Recensione del disco “Desolë” (Overdrive Records, 2025) degli Umlaut. A cura di Maria Balsamo.

l gruppo di Melbourne Umlaut si tuffa a capofitto in un nuovo capitolo, segnato nell’alchimia, dall’intuizione e dall’imprevedibilità. “Desolë”, prodotto dalla Overdrive Records, rappresenta non solo un cambiamento musicale, ma anche uno studio educativo sulla musica e le sue dinamiche di registrazione. Gli Umlaut sono formati da Clinton “Bär” McKinnon, Angus Leslie, Shane Lieber, con l’aggiunta di Danny Heifetz (ex-Mr Bungle) e si dicono in continua evoluzione, con l’aspirazione di poter diventare un collettivo musicale.

Danny è una creatura unica“, ha affermato McKinnon. “Io e lui abbiamo vissuto in Australia probabilmente per troppo tempo, ma era finalmente giunto il momento di includerlo nel nostro processo“. “Desolë” assorbe l’energia pura di un quartetto rivitalizzato. I brani sono incisivi e ruvidi e portano con sé il senso di caos intriso alla malizia tipico degli Umlaut.

Per Leslie l’album ha rappresentato non solo un cambiamento musicale, ma anche un’educazione personale all’arte dello studio di registrazione. “Realizzare Desolëè stata una delle cose più istruttive che abbia mai fatto“, racconta. La produzione dell’album intreccia materiale registrato in tre location diverse, conferendo a “Desolë” un’atmosfera ricca e mutevole. Le sessioni di sovraincisione in diversi studi hanno incluso molteplici aspetti sonori, dalle sessioni di percussioni caotiche nello studio di Danny alle risatine e urla riamplificate in amplificatori distorti nello studio di Leslie. I mix finali sono stati completati nel suo studio di Clifton Hill.

Happy Now?, tempeste di chitarre miste a drums vigorose stordiscono i nostri sensi. Il sassofono ci riporta alla realtà circostante. Dal caos alla melodia, dalla distorsione alla narrazione. Il manifesto musicale degli Umlaut è servito. Every Time, sensazioni oniriche ci assalgono. Un luogo immaginario denso di note avanguardiste si mescolano a cori armoniosi. In un attimo siamo scaraventati in un set distopico, una spiaggia deserta dove il sole sta tramontando mentre colora di giallo acceso tutto ciò che può essere toccato dall’uomo. Vinnie è stato realizzato con una sola ripresa. I membri della band conoscevamo a malapena le parti del brano, il che non ha fatto altro che aumentare l’energia che si perpecisce dal suo ascolto. Freschezza e armonia in un concentrato di tre minuti circa. STFU è una canzone sull’accettazione dei propri errori e delle proprie trasgressioni e su quanto possano sembrare vuote anche le scuse più sincere.

“Desolë” fonde sperimentazione jazzistica, sonorità pop elettroniche e l’umorismo inconfondibile tipico degli Umlaut. Nostalgico e al tempo stesso innovativo, è un album che rappresenta un momento fondamentale per la band che continua a evolversi, sfidando ogni categorizzazione possibile.

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