Folk Bitch Trio – Now Would Be a Good Time
Recensione del disco “Now Would Be a Good Time” (Jagjaguwar, 2025) delle Folk Bitch Trio. A cura di Imma I.
In questo caso siamo di fronte a un album d’esordio, difatti il trio australiano delle Folk Bitch Trio, composto da Grace Sinclair, Jeanie Pilkington e Heide Peverelle, ha dato alla luce il suo primo disco dal titolo “Now Would Be a Good Time”, ricco di buone intenzioni ma con qualcosa che non ha funzionato del tutto.
Partiamo con il dire che le ragazze si inseriscono in un genere indie folk e indie rock, e noi abbiamo creduto a questo anche per l’appellativo suggerito nella scelta del nome della band, ma in realtà qualcosa o non è stato comunicato bene, o ha creato false aspettative, o c’è stato un eccessivo uso del sarcasmo: le tre ragazze sono quanto di più tranquillo io abbia mai ascoltato al mondo, se non forse addirittura troppo tranquillo. Scordatevi schitarrate folk, basi elettriche sofisticate o melodie importanti, l’indie rock qui non è assolutamente pervenuto, quindi scordatevi anche quello, resterebbe un romantic pop con qualche leggero guizzo di musica d’autore, o da atmosfera.
È sicuramente un lavoro pieno di ottimi suggerimenti e consigli sul vivere quotidiano, ma io vi raccomando di non ascoltarlo per intero alla guida perché induce sonnolenza (e io sono una che non dorme quasi mai). È registrato quasi per intero con chitarre acustiche e voci, solo nella traccia Cathode Ray troviamo una base un po’ più elaborata, I’ll Find a Way (To Carry It All) è interamente cantata a cappella su toni molto bassi. La struttura delle canzoni è quasi sempre la stessa, oltre a quelle già citate, sono degne di nota That’s All She Wrote e Sarah che è la canzone più movimentata dell’album.
Le atmosfere sono sognanti, evocative, oniriche, le tre voci si incastrano alla perfezione, e il disco si presta come un ottimo sottofondo, un album di ninna nanne, o da proporre durante una sessione di meditazione, di yoga, o per rilassarsi in un momento di particolare agitazione. È un album per gli spiriti quieti, pacati, calmi, come si percepiscono gli animi delle tre componenti. L’eco è l’effetto che risuona di più. È sicuramente un lavoro che ispira pace, serenità e calma.




