Boo Boos – Young Love

Recensione del disco “Young Love” (PIAS, 2025) dei Boo Boos. A cura di Gaetano Lauritano.

Oddio…e adesso, questi chi sono? Verrebbe da chiederlo in relazione ad un nome così strano. In realtà, si tratta di un duo interessante formato da altrettanti personaggi interessanti. Stiamo parlando di Mark Oliver Everett, la E degli Eels, che di certo non necessita di presentazione tra gli appassionati di musica rock e Katie Mattison, voce del quartetto 79.5, band che si cimenta in sonorità soul, pop, jazz e R&B. Una fusione nata per volere dello stesso Mark dopo aver ascoltato una canzone dei 79.5 alla radio e, dopo essersene innamorato, ha interpellato Katie per valutare un progetto musicale da portare avanti. Inutile aggiungere che lo stile eclettico di Everett si è sposato con la voce interessante di Katie realizzando un lavoro ben confezionato.

Dodici brani che spaziano tra suoni vintage, country, alternative e ballad. Il tutto realizzato con cura del missaggio, creando strutture sonore molto accattivanti, che ben si sposano sia con appassionati di suoni vintage sia per chi ama un Indie d’autore. “Young Love” non è un album destinato alle classifiche. È un lavoro realizzato per rimanere nella testa di chi ama la buona musica, consapevole che potrebbe essere una meteora nel panorama musicale, ma non per questo non meritevole di attenzione.

That’s not a Thing si apre subito con la voce di Mark su un accompagnamento di chitarra elettrica e subito raggiunto nella seconda strofa dalla voce di Katie, che rende l’armonia molto delicata. Stumbled è una malinconica ballad che ricorda sonorità tipiche di David Sylvian, con la voce di Everett a prendere la scena, brillantemente accompagnata dalla Mattison. C’mon Baby ha un intro arpeggiato molto coinvolgente e appena arrivano le voci, che si inseguono in un gioco armonico, si viene proiettati negli anni ’70. Impossibile trattenere il piede e il ciondolare della testa.
The Toughest Bitch I Know è una cavalcata tra country e folk introdotta dalla voce roca di Everett, alla quale si aggiunge il bel canto di Mattison addolcendo il brano.

Chicken in a Molehil, dominata dal piano e dalla voce di Katie, trasmette una sensazione di pace e di tranquillità. Chiudendo gli occhi ci ritroviamo in una dimensione senza spazio e tempo per la durata di due minuti e ventidue secondi. Inutile aggiungere che la voce di Mattison è una vera benedizione. Con Gal Pal, Everett si riprende il suo posto con una dolce nenia accompagnato da un arpeggio di chitarra languido.
Boo Boo Time ci fa ciondolare nuovamente la testa in un piccolo e divertente rock n’ roll anni ’60. Con Total Thunder il piano introduce la voce di Katie che, con molta sensualità, porta il brano ad un livello superiore che si completa con l’inserimento di Everett a rafforzare l’impatto. Pochi accordi e una linea melodica semplice per creare una piccola perla.
Con Strange Morning, Intros and Outros il disco scorre veloce tra atmosfere evocative e ballad malinconiche, sapientemente gestite dalle voci del due che si alternano. Ancora Mattison è la protagonista di una piano song interessante, As The Sky Breaks (For You) che ci accompagna al brano conclusivo Nightly Content, un delicato e intimo finale di un album ben confezionato. 

“Young Love” è un ottimo disco da ascoltare di sera, con la finestra aperta a lasciar entrare l’aria, meglio se accompagnato da un buon bicchiere di Limoncello, quello buono fatto con i limoni di Sorrento.

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