Sir Richard Bishop – Hillbilly Ragas
Recensione del disco “Hillbilly Ragas” (Drag City, 2025) di Sir Richard Bishop. A cura di Imma I.
Con questo album, “Hillbilly Ragas”, ci viene consegnata una piccola perla per questo principio di autunno 2025. Richard Bishop, già fondatore del gruppo Sun City Girls, non sbaglia un album, né una nota. Le sue nuove canzoni sono una piacevolissima scoperta da assaporare poco alla volta. La sensazione che ne ho avuto gustandolo è stata come di ritrovarmi a casa, comodamente rannicchiata sul mio divano, in compagnia di un musicista virtuoso che suonasse lì, dal vivo, per me. È un album intimo, profondo, una jam session personale regalata al pubblico, difatti sembra che Sir Bishop stia suonando solo ed esclusivamente per noi in quel momento.
Lo stile gipsy ci avvolge in un’atmosfera calda e riservata, captata solo attraverso il suono delle corde. È un disco di ricerca e di sperimentazioni con un approccio che parte dalla musica American primitive ma che cerca di superarla e di renderla più improvvisata, in mondo da creare un folk autentico privo di qualsiasi amplificazione elettrificata. Bishop si è immaginato come un hillbilly solitario che si ritrova a suonare solo la musica che sa produrre da sé dando vita a qualcosa di sinceramente puro senza influenze esterne e il risultato è davvero piacevole e sorprendente. They Shall Take Up Serpents si presenta con evidenti richiami gitani, mentre Buzzard’s Curse si lascia ricordare per il suo ritmo vicino al flamenco. Le vibrazioni, le sei corde sollecitate ad arte ci regalano un bell’album, grazie anche alla dolce ballad nostalgica Cuttin’ The Shine.
Questo disco viene presentato metaforicamente come un’escursione nei boschi oscuri, per quanto, in realtà, siano molti di più i punti di contatto con un cielo senza nuvole. “Hillbilly Ragas” è un ottimo lavoro.




