FKA Twigs – EUSEXUA Afterglow
Recensione del disco “EUSEXUA Afterglow” (Young/Atlantic, 2025) di FKA Twigs. A cura di Alessandro Valli.
Se il neologismo “EUSEXUA” introduceva la definizione di quel momento astruso e vulnerabile che precede un orgasmo, non possono non sorgere dubbi su cosa avvenga nel post-climax.
Rientra quindi nella scena FKA Twigs che, a poco più di nove mesi dal predecessore di gennaio, pubblica “Afterglow”, un album che nasce come mondo successivo ma parallelo al fratello ed esplora quella che l’artista definisce come una ‘viscerale cascata’: quel lasso di tempo che segue un intenso rave in cui si ha un euforico picco di energia e non si vuole più tornare a casa per nessun motivo, affamati e bramosi di nuovo piacere.
La copertina iniziale, candida e dreamy, ingannava un po’ su quello che sembrava un passo indietro dalle pulsazioni psichedeliche di “EUSEXUA” per immergersi in una dimensione più contemplativa. L’artista ha però aggiornato la cover a brevissima distanza dall’uscita del disco, e sinceramente non poteva fare cosa migliore. Con un volto alieno ed assuefatto, uno strabismo di Venere appena appena inquietante e la pelle gridellina di un bagliore talmente lucido da riflettere come vetro, l’immagine rappresenta esattamente come risuonano le canzoni: gelide, futuristiche e spietate. Già dalla traccia d’apertura Love Crimes si è percossi da feroci bassi techno ancora più roboanti e protervi del primogenito, per arrivare fino alle detonazioni elettroniche e ai synth liberatori di Stereo Boy che chiudono il progetto su un cortocircuito up-tempo e grintoso.
Rumori tecnologici e voci di droidi fungono da scheletro portante all’intero disco al fine di creare un dreamscape intergalattico. Tra gli indecifrabili ed enigmatici glitch di Slushy e Touch a Girl e l’outro uncanny di Piece of Mine l’ascoltatore viene trascinato in un’astronave degna di location da horror sci-fi à la “Alien”, dove l’alter-ego di twigs sembra fluttuare mentre viene plasmato e forgiato per proseguire impavido sulla dance floor.
“Afterglow” è il fratello più severo e compatto, non è sporcato dagli elementi kitsch di “EUSEXUA” come il verso rap in giapponese di North West in Childlike Things. Qui i featuring sono affilati alla perfezione, risulta quasi difficile distinguere la voce di PinkPantheress da quella della cantante nel Y2K anthem Wild and Alone. Non mancano però le sorprese inaspettate: l’eclettica Sushi è una macedonia di tutte le diverse ere musicali della cantante che, man mano che si scarica dei suoi iniziali BPM, si evolve verso la fine in una sessione intensa e assertiva di voguing.
Lungo l’andamento del sound di Cheap Hotel si ripercorrono gli stadi di un acido hangover: la consistenza della traccia è modellata, accelerata e rallentata dal surreale trip hop e dai versi in chopped-and-screwed rap. Perfino l’etereo paradiso cibernetico di Lost All My Friends affronta la sensazione di smarrimento e di distacco dal caos della notte. “Lost all my friends in the club, then I lost my mind in the car, I don’t even remember who you are” Non si tratta di un album ineccepibile, diverse tracce mancano di profondità e diversificazione sonora, e va bene anche così. È estremamente raro che nel panorama pop di adesso gli artisti pongano una tale attenzione ai dettagli della produzione per creare un’atmosfera avvolgente e questo è assolutamente da premiare.
AFTERGLOW is a broken mirror at 5am
AFTERGLOW is the chaos in perfection
AFTERGLOW is daring to begin again
EUSEXUA is still a practice
EUSEXUA is still a state of being
EUSEXUA is still the pinnacle of human experienc
L’estetica distopica è la nuova espressione artistica di FKA twigs, che si avventura tra spazi virtuali, extasi digitale e trasformazioni metaumane. “EUSEXUA” è la professione di un dogma attraverso l’introspezione e le fragilità, “Afterglow” la reincarnazione ultimata e più perfetta, pronta per adorare un sound dagli spigoli hard-hitting.




