Feels Like Heaven – Within Dreams

Recensione del disco “Within Dreams” (Scheme Records, 2026) dei Feels Like Heaven. A cura di Andrea Vecchio.

Si apre benissimo, sotto l’aspetto musicale, il 2026. I Feels Like Heaven, esaltante band hardcore newissima schoolissima e nordicissima (sono di Stoccolma) pubblicano infatti il loro terzo disco e danno un abbrivio all’anno decisamente rocambolesco, per la scena punk europea. “Within Dreams” si compone infatti di dieci brani sentiti, vissuti e sofferti nel modo giusto, senza mai sforare il limite del metal ma dando comunque voce a sentimenti romanticamente epici e deterioranti. Proprio quello che ci voleva

Come paragone immediato mi vengono in mente i Verse per il cantato e i norvegesi Death is not Glamorous per quanto riguarda le parti più spiccatamente punk rock, ma nel complesso questo disco, uscito per Scheme Records, rientra fortemente nell’ambito nuova scuola destinato a spopolare nei prossimi anni su scala mondiale.

Abbiamo per esempio episodi emorock come Sandra Bullock a decomprimere velocità e tensione, oppure brani come Snow Dunes che palpitano di sofferenza in stile puramente Thursday. È ovvio che, però, è il mosh a farla da padrone, ed ecco che All That I’ve Got e la iniziale World Clock ci fanno giungere alla tragica conclusione che, in fondo, siamo nati per ascoltare questo tipo di musica, e ci andrà sempre bene così. Ascoltando più volte questo “Within Dreams” ci accorgiamo però di elementi nuovi, nuove armonie ma soprattutto di nuovi motivi per non cedere alle mode, nuove motivazioni per rincorrere una realtà che non ci appartiene. La ballata di Video Loss e il misto volgare di Box Man sono lì per questo. E poi, quanto gasa la copertina del disco?

Call it what you want But it’s a choice to break my voice And it feels like heaven now That I graze the clouds.

Fischioni inclusi.

Post Simili