
“Yours, Truly”: a gennaio esce una nuova antologia dei With Love
Green Records e Shove Records hanno annunciato la pubblicazione di una nuova raccolta della storica band veneta, pionieri dell’hc italiano.

Green Records e Shove Records hanno annunciato la pubblicazione di una nuova raccolta della storica band veneta, pionieri dell’hc italiano.

Per la prima volta, nella mia adolescenza, non mi sentii solo. Anche se fisicamente lo ero, in quelle quattro ore di viaggio, in mezzo a gente che non conoscevo. Avvertii la necessità di condividere parole, testi, visioni del mondo. Senza la paura di essere inappropriato. Fu il primo disco che imparai a memoria, parola per parola, pausa per pausa, strofa dopo strofa. Altro che punk italiano, altro che chiodi e creste.

“A Night at the Opera” non appartiene al passato, ma a chi non ha mai smesso di cercare dischi capaci di spiazzare. È l’esempio perfetto di come si possa essere monumentali senza perdere leggerezza, folli senza perdere controllo.

Alla fine resta l’immagine di una sala lucida di sudore, luci rosse e mani alzate. In mezzo, Pelù che non canta ma convoca, e Renzulli che incendia l’aria. È tutto lì il segreto di “El Diablo”: un disco che non ha bisogno di passato perché continua a succedere ogni volta che parte il primo riff.

“Double Fantasy”, probabilmente, avrebbe avuto una risonanza diversa se non fosse stato l’ultimo disco di John Lennon, ma così è stato; certo, tutti noi avremmo voluto che esso avesse rappresentato un nuovo inizio e non una fine, ma proprio per questo l’album risulta, nei suoi episodi migliori ed anche nel suo insieme, profondamente toccante.

A tutt’oggi, “Another Green World” rimane inimitabile e ineguagliato da chiunque, nella sua minimale fruibilità.

Questo libro è un monumento a tutti quei movimenti che negli anni hanno fatto spostare l’attenzione globale dell’industria musicale verso Napoli, quando i più grandi dj hanno scelto la città partenopea, o il litorale da quello casertano a quello napoletano, come punto di riferimento per le loro esibizioni, quando le “serate” erano molto di più di un reel condiviso su un social, e dietro c’erano tempo, studio, preparazione, passione, strutture idonee per permettere questo o quel party/rave/festa.

“Horses” è uno di quei dischi che devi assimilare e far circolare nelle vene. Non puoi amare il rock se non ami “Horses” e Patti Smith.

“Pills ’n’ Thrills and Bellyaches” è l’apice raggiunto da un gruppo di giovani sbandatelli, cresciuti in una epoca creativamente fertile per la loro Manchester, la terza città del Regno dal glorioso passato industriale.

Cinquantacinque anni dopo, “The Man Who Sold The World” rimane il punto di svolta tra il trovatore spaziale e l’alieno glitter, tra l’istinto e la consapevolezza del personaggio.