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La Disamistade – Dalla Strada A Questa Stanza

2008 - Self
rock/indie/blues

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Tracklist

1.Dodici Battute (che non fanno ridere)
2. Ho Fatto Cose, Ho Visto Gente
3. Di Ciò Che Resta
4. La ballata Dell'Eterno Dilettante
5. Canzone D'Inverno
6. Triste Gioia
7. Meglio Tacere

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Si sono definiti jezzemani eterni ma eterni dilettanti. Sono stati Aran Banjo, ma anche Solidea. Vincitori del premio “Thunderware” a Codevilla e finalisti di “Rock targato Italia” Dal 2001 Alfredo Colella, Raffaele Giuria e Giorgio Guerra sono La Disamistade, e attenti che non sono gli stessi che, senza l’articolo femminile suonano cover di De Andrè…

Dalla strada a questa stanza” è la risultanza di questo patto musicale, un EP autoprodotto e registrato presso i Gain Studios di Pavia contenente sette tracce elettroacustiche e cantautoriali.

Alfredo è voce graffiante, chitarra e piano, oltre che autore di tutti i testi, Raffaele chitarra, basso elettrico e cori, Giorgio batteria, percussioni e voce. Apprezzabile il libretto, curata la grafica e interessanti i testi: è la settima traccia a svelare il senso della titolazione, “La domanda che mi segue dalla strada alla stanza è mutata nella forma, resta identica in sostanza, all’origine e alla fine di ogni dubbio esistenziale: per chi devo suonare?Per chi devo cantare?” Meglio tacere, è risposto nel testo più avanti. E a un pubblico indistinto si propongono gradevoli assoli al sax di Alberto Greguoldo, in “Dodici battute” e la “La ballata dell’eterno dilettante”, e le variazioni tematiche in cui i tre sembrano sapersi districare. In “Canzone d’inverno” si innesta la fisarmonica di Cesare Campanini. Quando una band lavora molto sul live e sperimenta, si sente: funziona, s’incastra.

Forse la cover risulta un po’ infantile, ed è su questa che spenderei un po’ più di tempo in vista della prossima registrazione. Da tenere d’occhio.

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