Grigio Scarlatto – Detox
Recensione del disco “Detox” (ShyRec, 2024) dei Grigio Scarlatto. A cura di Bob Accio.
Giovanni Stocco (voce e chitarra), Marco Gomierato (basso) e Sotirios Papastefanou (batteria) sono i Grigio Scarlatto: grey stuff from PD (Padova)! Questi ragazzi ci hanno davvero capito tutto della musica che gli piace suonare e che li ha portati a confezionare cotanto album nomato “Detox“, nuovo di zecca per i tipi della Shyrec, che danno lustro e impulso anche alle nuove leve.
Trio tempestoso, composto da giovani che pestano, muniti di TNT e provvisti di ardire nel mitragliare freschezza sulle nostre teste, musica trascendente nata da un florilegio sonico, dove le picchiettature variopinte pungolano e spronano a rimanere lungo la loro scia stentorea che fa dir di sì alle loro avvincenti canzoni.
Le vivacità del suono annoverano misture college rock, sembra peschino da quelle invenzioni alternative provenienti dagli anni Ottanta, amalgamate con un’inclinazione british che sfiora la wave e che insiste sul funky, aumentato da dream pop+shoegaze in energia e levità, cioè innalzano l’umore con gran respiro di polmoni aperti!
Se il divertimento innescato dalle loro costruzioni sonore cattura come un pesce accalappiato in un retino, restando in acque dolci e limpide, non si può che esserne felici e tanta beltà sonora riversata nell’album accende gli animi, lasciando presagire future malie. Per cui rimaniamo aggiornati sulla loro fanpage circa i prossimi appuntamenti in programma, la primavera vive di belle intuizioni esprimendo l’azzurro vitale del cielo che si spacca contro palazzi color mattone e sventra il grigiore quotidiano: emblematici cromatismi sinestetici.
Quel divertimento, pure, lo si annusa nello switch linguistico tra testi cantati sia in inglese che in italiano (Martedì + Crack), regalandoci saporite declinazioni artistiche coraggiose e in linea con songs di ottima e spedita fattura. Interessante il recupero di sequenze profumate (Nodo), vocalmente memori degli Stone Roses, o del Manchester sound; mirabile impollinatura di suoni e armonie elettrizzanti, foriere di congiunture scoperte durante l’avvicendarsi dei pezzi, sguscianti, saettanti, carichi di intensità.
La goduria post rock, o decisamente rock, che caratterizza la musica dei Grigio Scarlatto fa regredire, aggiornandoli, ai primevi ascolti che ciascuno ha interiorizzato nella propria infanzia rock, e ciò deve far sussultare il cuore di gioia comune, perché musica capace di abbattere resistenze e rugosità interne sedimentate attraverso tanti anni di ascolto (NSSP). Mentre, per i giovanissimi, per le giovani frange che al rock sono orientate, il gaudio risiede nella speranza (ormai diventata certezza) di portare fuori da quel vicolo cieco il suddetto genere, che da decenni lo si vuole confinare nella tomba (Segni).
Sono dispiaciuto oltremodo per aver perso il live a Roma degli Ozric Tentacles, ma potrei gioire per andare a un concerto dei Grigio Scarlatto. Le mutazioni dei mood sonori elettrizzano e si avvicendano senza soluzione di causa: che magia! Guacamole docet. Valori aggiunti: radici e smerigliature rock sorbite nelle multiformi essenze naturalizzate in unico stile, calamitano sovente, dato che l’input creativo è devastante e coinvolgente, considerando anche l’aspetto testuale di spessore, per cui riporto la nota colta dall’elegante comunicato stampa – da incorniciare – accluso al CD: “Le canzoni parlano di dipendenze, abitudini e routine, raccontano l’inevitabile ciclicità di eventi dai quali si desidera fuggire a ogni costo“.
I Grigio Scarlatto si formano nel 2019 e sganciano il primo disco, “Antiuomo“, nel 2020, seguito nel 2022 dall’EP, “T9“, e nel giro di pochi mesi dal sequel “T9 Vol.2“. La musica, le canzoni, continuano ad essere una guida – un T9, appunto – per la band padovana, che con il linguaggio affine a certo indie rock si affaccia all’età adulta appoggiando lo sguardo a tutto tondo tra passato e presente. Lo stile definito e diretto serve la trasmutazione in atto, perché tutto cambia e bisogna sempre guardare avanti.
Come il giovane vive nel futuro, così l’adulto vive nel passato: nessuno sa giustamente come vivere nel presente
Franz Grillparzer
Chissà…




