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BIG|BRAVE – A Chaos of Flowers

2024 - Thrill Jockey
doomgaze

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Tracklist

1. i felt a funeral
2. not speaking of the ways
3. chanson pour mon ombre
4. canon : in canon
5. a song for Marie part III
6. theft
7. quotidian : solemnity
8. moonset


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Considerando il Maelstrom musicale nel quale ci troviamo è difficile riuscire a coniare nuovi termini per sottogeneri musicali. Altrettanto complicato è farli calzare a pennello riuscendo a trovare una definizione con la quale si riesca ad immaginare le sonorità ancor prima di ascoltarle. Qualcuno durante un’intervista ai BIG|BRAVE li aveva definiti Bjorkcore. Subito ho realizzato che era la definizione adatta. Magari è stata una semplice battuta di qualcuno emotivamente coinvolto, sparata senza nemmeno farci caso, ma ha colto nel segno. 

Se non conoscete i BIG|BRAVE provate a pensare al mondo eclettico e fatato di Björk e fatelo detonare con un immenso boato che ne frastaglia i contorni mantenendone però intatta l’identità. In questo settimo lavoro il terzetto di Montreal composto da Robin Wattie (voce, chitarra) Mathieu Ball (chitarra) e Tasy Hudson (batteria), fa scattare la messa a fuoco enfatizzando alla massima potenza quelle che sono da sempre le loro peculiarità: la montagna sonora che spostano e la voce di Wattie che si muove delicatamente tra le pieghe delle sinusoidi. 

In “A Chaos of Flowers” tutto questo è più raffinato. L’accostamento tra muro sonico e raffinatezza potrebbe creare un po’ di confusione. Basta però dare un ascolto a Not Speaking of the Ways che respira la coltre densa degli ultimi Low e Quotidian : Solemnity riprodurre il suono di un buco nero mentre inghiotte altri pianeti, per rendersi conto che il binomio rumore/definizione può trovare spazio tra le 8 tracce del disco. Se con i precedenti album eravamo abituati a lunghi brani monolitici in “A Chaos of Flowers” questa modalità è stata abbandonata per dare spazio a brani più corti ed incisivi mantenendo però la natura minimale e deflagrante che ne caratterizza il loro suono. Difficile non rimanere ammaliati da brani come Canon : In Canon dove la voce di Robin ci accompagna tra le rovine di un’anima distorta crollata dopo la disconnessione o Theft, lenta e seducente litania distruttiva. 

Sembra che i BIG|BRAVE abbiano trovato il loro vocabolario perfetto e con questa consapevolezza abbiano generato un album conscio e maturo pieno di dualità. Le distorsioni esagerate sono allo stesso tempo indefinite e limpide. C’è sinergia tra gli aspetti più opposti a partire dalla copertina in cui è rappresentato un mazzo di fiori colorati su uno sfondo di bianco abbagliate mentre all’interno del disco ci troviamo caos emotivo, solitudine ed emarginazione interpretati da una voce chiara e vulnerabile che avanza tranquilla tra blues capovolti e stratificazioni telluriche.  

Lasciatevi conquistare da “A Chaos of Flowers”, vi trascinerà fra i sedimenti della mente umana tenendovi la mano in protezione come madre natura. 

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