Impatto Sonoro
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Back In Time

“Surrender”, il sigillo definitivo dei The Chemical Brothers

Surrender Chemical Brothers

‘Surrender’ è un concentrato di tutto il percorso fatto dai due fino a quel momento: l’intenzione è però quella di fare un disco maggiormente imperniato sulla sperimentazione, con particolare attenzione al genere house.

Affinché tutto accada di nuovo: “Sulla linea d’orizzonte tra questa mia vita e quella di tutti” dei Raein compie 10 anni

Raein Sulla Linea

Penso che in pochi all’epoca se ne fossero accorti, anzi nessuno. “Sulla linea d’orizzonte tra questa mia vita e quella di tutti” non poteva essere il disco della rinascita, quanto piuttosto un colpo di coda, meraviglioso, deflagrante, coinvolgente, ma pur sempre un colpo di coda. D’altronde, come si poteva fare meglio di così?

È una bella giornata, incontriamoci al cimitero: “The Queen Is Dead” dei The Smiths compie 35 anni

The Queen Is Dead

La vita è la vera Regina e la morte è il fulcro di “The Queen Is Dead”, una morte che non si può accettare, come esordiva Blanchot, non ci si abitua alla morte per cui come può far parte di noi?

“Red Medicine” dei Fugazi, uno splendido lavoro di rottura

Fugazi Red Medicine

“Red Medicine” fu un maturo e pregevole lavoro di rottura e cambiamento nella carriera dei Fugazi che non ha fatto altro che accrescere il mito e la fama di una delle band più significative degli anni 90.

“Killing Is My Business…And Business Is Good!” dei Megadeth, l’ascesa dei nuovi dei

Killing Is My Business

Grezzo, maestoso e spudorato, questo disco contiene tutti i preludi di ciò che la band sarebbe stata capace di dare alla luce in seguito. Una vera pietra miliare per l’evoluzione della musica metal.

“Sing To God”: la guida galattica dei Cardiacs

“Sing To God” è un’enciclopedia di tutto ciò che i Cardiacs sono e potrebbero essere; una mappa che conduce contemporaneamente in tutti i luoghi e in nessuno

“K-album”, il senso della prospettiva dei 24 Grana

24 Grana K-album

“K-album” rappresenta la presa di coscienza definitiva della vera fisionomia artistica della band napoletana, quattro ragazzi appartenenti alle posse ma non militanti, almeno non fino in fondo.

Essere hard rock, radiofriendly e alternativi: “Purple” degli Stone Temple Pilots

II gruppo cercò di far convivere l’anima sperimentale di nuove canzoni, l’obiettivo di ritagliarsi un proprio spazio musicale, le loro origini grunge/hard rock e il bisogno commerciale di nuove hit con le quali scalare le classifiche mondiali. Facile? Per niente, ma il disco riuscì a vendere milioni di copie in tutto il mondo

“Tigermilk”, i colori della solitudine nel disco d’esordio dei Belle & Sebastian

Tigermilk

“Tigermilk” aveva canzoni affacciate sul bordo dell’adolescenza, a volte sussurava innocenza, altre confessava segreti e bugie e spesso ricorreva alle tinte pastello per raccontare il grigio della solitudine

Il compromesso dei Metallica: “Load”

Metallica Load

“Load” inconsciamente cerca di far capire che è importante mettersi in gioco e scommettere su se stessi… fatelo anche voi.

Nick Cave and the Bad Seeds: “The Firstborn Is Dead” e il secondo ha il blues

“The Firstborn Is Dead” è una celebrazione della musica americana, fatta a Berlino ovest, da due australiani e due europei, punk e tossicodipendenti. Fossero finiti qui, Nick Cave and the Bad Seeds avrebbero comunque il non secondario merito di aver riconnesso il blues al punk, con un disco che ci spiega che i primi veri punk erano i bluesmen

“Uh Huh Her” di Pj Harvey, le conseguenze dell’amore

Uh Huh Her Pj Harvey

Tempi diversi, lacerazioni che tornavano: “Uh Huh Her” era un album sulle conseguenze dell’amore e sui suoi risvolti più torbidi e crudeli.

“Out Of Exile”, la rinascita di Chris Cornell nel secondo disco degli Audioslave

Out Of Exile

C’è speranza nella voce di Chris Cornell, una speranza che, come sempre, commuove. Che lo si ascolti distrattamente, mentre si fanno altre cose, o concentrati e a luci basse, quella voce entra dentro. E, per una volta, non ti torce le budella, ma ti fa sentire libero. Come in un esilio conclusosi bene.

“Peter Gabriel 3”: il cambiamento della musica che partì dal ritmo e spaventò il regime dell’Apartheid

Peter Gabriel 3

Minimalismo, world music, tecnologia e passione per i diritti, sono alcuni degli attrezzi usati da Peter Gabriel per costruire “(Melt)” e contribuire a cambiare per sempre la musica e il mondo (o almeno il Sudafrica), mentre trovava la sua identità musicale.

“Brothers”, il Blues povero e cool dei Black Keys

Brothers

“Brothers” è una cosa che se l’ascolti con un minimo di attenzione ti lascia una traccia profonda; una esperienza emotiva come solo il Blues può dare.

“Play”, quando un DJ diventa una rockstar

Un disco imprescindibile che ancora oggi non è considerato banale, anzi, ancora attuale e fondamentale in tutte le sue sfaccettature.

“Freedom Of Choice”, l’inizio della fine dei Devo

A modo suo “Freedom Of Choice” è memorabile e inconsapevolmente geniale

“Sailing The Seas Of Cheese”, l’abbordaggio della follia dei Primus

Cheese Primus

Un disco che a metà del suo ascolto è già storia della musica

Viaggio al termine della notte, l’epopea di “Demon Days” dei Gorillaz

Demon Days Gorillaz

I Gorillaz mettono in scena la desolazione, ma lo fanno ballando, in una festa aperta a tutti, perché è proprio il dolore che ci rende tutti uguali, e che condividendone l’essenza, permette di riconoscerci e di guardarci in faccia, uno per uno, alla luce di una nuova alba.

“Tilt” di Scott Walker, musica da un’altra dimensione

Tilt Scott Walker

“Tilt” alla fine una cosa me l’ha insegnata: che non è importante che tipo di musica ascolti, l’importante è che arrivi da un’altra dimensione.