Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: MORBID ANGEL – Covenant (1993)

Morbid Angel

Un best seller di pura malvagità che, a distanza di 25 anni dalla sua uscita, rappresenta ancora uno dei punti più alti raggiunti da quel genio di Trey Azagthoth e dalla sua “macabra” creatura angelica.

Back In Time: DEFTONES – White Pony (2000)

Oggi “White Pony” compie 18 anni e a riascoltarlo è evidente una cosa su tutte: nemmeno gli stessi Deftones sono riusciti a raggiungere in seguito così tanta maturità e self-consciousness e a tradurla in un album di siffatta bellezza e semplice complicatezza emotiva e morale.

Back In Time: OTEP – Sevas Tra (2002)

“Sevas Tra” rimarrà un unicum nella discografia di Otep, uno di quegli album di debutto che andrebbero riascoltati di continuo ma che non hanno avuto modo di ripetere né formula né sentimento.

Back In Time: PAPA ROACH – Lovehatetragedy (2002)

“Lovehatetragedy” fu un’iniezione di adrenalina nel cuore di migliaia di adolescenti stufi del bolso carrozzone nu metal.

Back In Time: FEAR FACTORY – Demanufacture (1995)

“Demanufacture” è stata l’ipertecnologica pietra miliare che ha dato scintilla al nu metal con tutti i suoi pregi e i suoi difetti ma anche con il suo modo di contrapporsi allo schifo imperante di una società ai limiti della sanità mentale.

Back In Time: SIGUR RÒS – Ágætis Byrjun (1999)

Sigur Ros

“Ágætis Byrjun” è una pietra miliare assoluta, un esempio ancora ineguagliato di cosa voglia dire emozionare, e che suona universale e sconfinato pur utilizzando un linguaggio fortissimamente ancorato ad una terra così unica e lontana, nella quale caos e silenzio convivono e si alternano con assurda naturalezza.