Impatto Sonoro
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Back In Time

“King Of Rock”, la sala del trono dei Run-D.M.C.

King Of Rock

“King Of Rock”, questo il nome del disco che Run, Darryl McDaniel, ossia D.M.C. e Jam Master Jay avrebbero spinto ben oltre i confini di casa propria, andando ad infestare quella altrui, entrando nell’Olimpo della Musica di rottura, che diverrà poi moda e normalità, ma che nel 1985 suonava come null’altro poteva suonare.

“I See A Darkness”, rifugio e cordoglio di Bonnie “Prince” Billy

Per quanto dimesse e spoglie, le canzoni di “I See A Darkness” non rinunciavano mai ad un minimo di misteriosa eleganza, e sebbene Oldham si concentrasse particolarmente sulla sua personale forma oscura di poesia, la musica raramente andava in bianco.

“Moon Safari”, la lectio magistralis di industria musicale tenuta dagli Air

Moon Safari

È un disco maestoso e inclassificabile, perché non può essere incastonato in un genere preciso: è funk, jazz, elettronica e lounge tutto assieme ma al contempo è nulla di tutto ciò.

“Yellow Submarine”, la (mezza) colonna sonora dei Beatles

Yellow Submarine

Ma i Beatles hanno fatto solo grandi album? Quasi sempre. E “Yellow Submarine” è un bel quasi sempre.

“Sweet Dreams (Are Made Of This)”, la materia di cui sono fatti gli Eurythmics

Sweet Dreams

Il trasformismo della Lennox resta la sensata risposta ad un’epoca in cui il terrorismo cominciava a dilagare nel Vecchio Continente e il Muro era ancora estremamente solido; i suoi camaleontici quanto repentini restyling erano coerenti con l’inquietudine dei loro testi e con alcuni dei loro crescendo leggermente ossessivi

“All Things Must Pass”, sacralità, quiete ed empatia di George Harrison

All Things Must Pass

“All Things Must Pass” si prese il primo posto negli USA e nel Regno Unito, e vendette in poco tempo una cosa tipo 7 milioni di copie. A John e Paul fischiarono le orecchie.

“Écailles de lune”: la misteriosità oceanica degli Alcest

Ecailles de Lune

“Écailles de lune” ha rappresentato la sublimazione del linguaggio Blackgaze, risultando estremamente affascinante per alcuni, immensamente repulsivo per altri, ma non solo: è stata la risposta di Neige a chi credeva che il successo degli Alcest sarebbe velocemente evaporato come una delle tante mode passeggere…

Il mondo si sgretola, rotola via: 30 anni di “Epica Etica Etnica Pathos”

Epica Etica Etnica Pathos

“Epica Etica Etnica Pathos” resta ancora oggi ammantato di una straniante solennità, ed è la testimonianza caotica e lucida di un ideale complesso e contraddittorio che si era sbriciolato su stesso portandosi dietro la band che più di tutti ne incarnava i tratti.

“Incesticide”, il santuario del punk dei Nirvana

Incesticide Nirvana

Piene di spudorato candore e primordiale energia, le canzoni di “Incesticide” sarebbero poi parse lontane dall’odissea inquieta e sconsolata di “In Utero”, e divampavano dunque libere dal peso della fama e da qualsiasi aspettativa. Erano i Nirvana che stavano mettendo il naso fuori dal proprio scantinato, ma non sapevano ancora quello che c’era dall’altra parte.

“20 Jazz Funk Greats”, la rivoluzione industriale dei Throbbing Gristle

20 Jazz Funk

A tutti gli effetti è una pietra miliare, perché tanti musicisti del trentennio successivo attingeranno a piene mani per scrivere pezzi, concepire album, finanche fondare generi. Gente come Ministry, Nine Inch Nails e Marilyn Manson probabilmente non sarebbe mai esistita senza “20 Jazz Funk Greats”, sicuramente avrebbe proposto cose molto diverse.

“Suicide”, lacrime, sangue e spettri al termine del mondo

I Suicide avevano inciso un album spietato e spaventoso sin dalla copertina, ed erano evidentemente troppo in anticipo sulla storia del rock’n’roll, al punto che critica e pubblico li lasciarono per tanto in sospeso tra la gloria e l’oblio.

“Beggars Banquet” dei Rolling Stones, il ’68 dentro un disco

Beggars Banquet Rolling STones

Figlio di un anno pieno di contestazioni, contrasti e rivoluzioni “Beggars Banquet” porta con sè una certa dose di cambiamenti radicali. Ci sono brani che hanno fatto scalpore, che hanno scandalizzato. Troviamo tutto il 1968.

“Damaged” dei Black Flag, la ricerca della libertà fa male

Damaged Black Flag

“Damaged” è la reazione estrema di chi cerca la propria via verso la libertà, di chi si ribella alla consuetudine e all’atto cannibale del padre verso i figli, è un grido doloroso e violento di chi vuole essere se stesso, libero e vero.

“My Generation”, l’arroganza, l’incoscienza, lo splendore dei The Who

The Who My Generation

Queste canzoni erano l’altoparlante del rancore e dello spaesamento della loro generazione, e ascoltare gli Who era come scappare di prigione.

“Sabbath Bloody Sabbath”, il culto infinito dei Black Sabbath

Sabbath Bloody Sabbath

La storia di questa band inglese è quella di un gruppo titanico che resterà inimitabile nella storia del metal

Io me chiammo “Sanacore”, e che vulite? Un viaggio e una chiacchierata con gli Almamegretta, alla (ri)scoperta del loro capolavoro

In occasione dei 25 anni del capolavoro della band partenopea abbiamo deciso di contattarli per scambiare due chiacchiere.

I migliori anni della nostra vita: sudore, passione, “Ketchup Suicide” dei Linea 77

Ketchup Suicide

Penso di aver inciso su ogni banco di scuola: “that’s life man, oui c’est la vie, a volte è fragola ma spesso sa di merda”

“Brain Salad Surgery”, l’enciclopedia del progressive firmata Emerson, Lake & Palmer

“Brain Salad Surgery” rappresenta il punto più alto della discografia di Emerson, Lake & Palmer e una delle vette indiscusse di tutto il movimento progressive

“Give’ Em Enough Rope”, la rincorsa esplosiva dei Clash

Give Em Enough Rope

“Give ‘Em Enough Rope” era un ottimo album di rock’n’roll, ma aveva il torto di arrivare dopo la dinamite dell’esordio, rispetto al quale sembrava una semplice molotov.

“Chaosphere”, la squisita macchina della tortura dei Meshuggah

Chaosphere Meshuggah

Con “Chaosphere” ci troviamo di fronte ad un assalto frontale chirurgico, un monolite sonoro che ti ingabbia il cervello in una dimensione dolorosa e claustrofobica.