Impatto Sonoro
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Back In Time

“Wrong”: il segreto dei NoMeansNo è nel cuore

Wrong Nomeansno

Riascoltando oggi “Wrong” dei NoMeansNo non si può non notare l’influenza che ebbe su certa musica degli anni 90, e soprattutto è ancora impressionante, a distanza di più di trent’anni, la freschezza di questo lavoro che ha davvero pochi eguali.

Storie di vampiri innamorati: “I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love” dei My Chemical Romance compie 20 anni

I Brought My Chemical Romance

Probabilmente esiste un’età “più giusta” per ascoltare certi dischi. Certe canzoni hanno un’eco maggiore se ascoltate durante i piccoli e grandi drammi dell’adolescenza, dove tutto è incerto, estremo, incompleto. “I Brought You My Bullets, You Brought Me Your Love” è uno di questi.

“My Aim Is True”: 45 anni fa l’esordio di Elvis Costello

My Aim Is True Costello

“My Aim Is True” era cinico e insolente, ed Elvis Costello si crogiolava nell’ambizione di essere il rocker più irritante del reame.

“The Slider”, Marc Bolan e T. Rex non erano solo glam

The Slider T. Rex

Geniale, originalissimo, imprescindibile, quest’album alterna melodia, potenza chitarristica, una certa predilezione per abrasive atmosfere heavy e per la psichedelia, puro e semplice Rock’n’Roll.

“Apple” dei Mother Love Bone: il più grande rimpianto del Seattle sound

Apple Mother Love Bone

Ma cosa sarebbe stato il grunge senza i Mother Love Bone? Poco, forse nulla, perché quasi tutti i capolavori di epoca successiva provenienti da Seattle risentono in modo meravigliosamente inequivocabile dell’energia sprigionata da “Apple”

Angoscia adolescenziale: l’album di debutto dei Placebo

placebo placebo

“Placebo” è un album che si fonda totalmente sulla belligeranza e su un’acrimonia ancestrale che sbrana chi sceglie di ascoltarlo provando a rimanerne distaccato.

“…And The Circus Leaves Town”, l’ultima allegoria dei Kyuss, una band ineguagliata

And The Circus Leaves Town Kyuss

Il carrozzone concreto e pesante di organizzazione e regole precise se ne va. L’ultimo rimorchio alzando il polverone prende la strada e, all’imbrunire, rimane una cosa sola: il deserto.

Musica per cui non eravamo preparati: i 30 anni di “Images And Words”

A 30 anni di distanza e dal suo ascolto “Images And Words” rimane tuttora la manifestazione della classe e della superbia che il metal può raggiungere, ma anche uno dei dieci album più importanti di questo genere.

“At San Quentin” di Johnny Cash, il paradiso dei perdenti

At San Quentin

Rassicurante e maledetta insieme, la popular music di Johnny Cash faceva categoria a se: s’alimentava di solidarietà, rabbia, lividi, tormenti e desideri di vendetta.

Fa la cosa giusta, Fight the Power! – “It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back” dei Public Enemy

Public Enemy

“It Takes a Nation” è universalmente considerato, se non il migliore, uno dei migliori album rap mai realizzati. Questa non è un’opinione ma un fatto empirico.

“Significant Other” dei Limp Bizkit, dove tutto è cominciato

Significant Other

Nel pentolone del Crossover e del Nu Metal i Limp Bizkit sono stati forse la band più declassata e presa per i fondelli, ma è solo un gruppo che faceva quello che più si divertiva a fare. Hanno sfruttato il momento e creato uno stile che tutt’ora è in grado di dire la sua.

“Happy Songs For Happy People”, la quarta sinfonia dei Mogwai

Happy Songs For Happy People

“Happy Songs For Happy People” è un disco maturo e sottile, tecnicamente esperto ed emotivamente carico e viscerale. In breve è un riassunto di tutto ciò che è fantastico nella musica dei Mogwai

“Unknown Pleasures”: la vita (e la morte) dei Joy Division

Unknown Pleasures

Ian Curtis ci guarda da una terrazza costruita sulla sua stella. Ogni tanto ci ricorda che l’amore ci farà a pezzi. Ma la musica, soprattutto quella dei Joy Division, ci rende immortali.

“Hail To The Thief” dei Radiohead: un capolavoro sottovalutato

Hail To The Thief

Un disco enigmatico, dall’animo variopinto. Un labirinto in cui perdersi, tra sfumature, umori e suoni. Da ascoltare e comprendere, per l’urgenza che reclama, urlata in silenzio

Polvere di sberle: i 30 anni di “Angel Dust”

Angel Dust

Quando sei anni fa ho compiuto trent’anni mi sono sentito vecchio, demolito e pronto al camposanto. Diciamocelo, chi non l’ha fatto? “Angel Dust”. Sì, non è una persona, però è un’entità e i suoi trenta-fottuti-anni non li sente. Tanti album patiscono il passare degli anni. Lui no.

“Rated R”, le due facce dei Queens Of The Stone Age

Rated R

“Rated R” è un disco di un’importanza stratosferica perché dona ai Queens Of The Stone Age la credibilità discografica e il successo, trasportandoli direttamente nell’iperuranio.

Una maratona epica e visionaria: “Heaven Up Here” degli Echo And The Bunnymen

Echo Bunnymen Heaven

Quello degli Echo And The Bunnymen era già il post del post-punk, e le pose glamour del cantante con l’impermeabile anticipavano quello che poi avremmo chiamato britpop.

“Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”: quando il mondo divenne a colori

Sgt Pepper

“Sgt. Pepper’s” è il primo vero sdoganamento della musica, pop o rock che dir si voglia, come forma d’arte completa che non parla solo al basso ventre e alle pulsioni e agli ormoni impazziti degli adolescenti. Un disco che cambiò per sempre il mondo, non solo della musica: il mondo divenne a colori.

“Mezmerize”, l’ultima gloria dei System Of A Down

Mezmerize System Of A Down

“Mezmerize” continua ad elettrizzare, sconvolgere, divertire, aggiungendo un pizzico di malinconia: questo piccolo capolavoro resta nel cuore di tutti i nostalgici della miglior fase dei S.O.A.D.

“Burial”, l’ultimo rave prima della fine del mondo

Burial rave

Coloro che vogliono affacciarsi alla finestra durante un temporale dubstep dovrebbero lasciarsi influenzare da Burial, perché il suo primo disco racconta l’ultimo rave prima della fine del mondo.