Impatto Sonoro
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Back In Time

Back In Time: JEFF BUCKLEY – Grace (1994)

Quella di Jeff Buckley era una voce intima e personale, la trasposizione in musica d’un mondo interiore che anzi, cercava in tutti i modi di estraniarsi da quello tangibile.

Back In Time: RANCID – …And Out Come The Wolves (1995)

Rancid

Il mondo è cambiato dall’uscita di “…And Out Comes The Wolves”, ma non i suoi meccanismi di classificazione, esclusione o odio verso i diversi. Che il Punk in definitiva non sia morto, ma abbia soltanto cambiato livello di espressione della sua opposizione al sistema?

Back In Time: NILE – In Their Darkened Shrines (2002)

Oscuri, angoscianti e opprimenti: i cinquantotto minuti di “In Their Darkened Shrines” sono più pesanti del fondoschiena di un ippopotamo della valle del Nilo. Ma è la loro terrificante maestosità ad averli resi immortali.

Back In Time: METALLICA – Ride The Lightning (1984)

Metallica

Per chi ama questa band, ogni nota di questo disco, dopo trentacinque anni, ha un assunto un significato importante, ed è proprio quel significato che motiva e rinforza quella vena di sana nostalgia che lo rende ancora oggi importante e interessante.

Back In Time: FANTOMAS – The Director’s Cut (2001)

Un bel macello di avantgarde-metal, noise sperimentale e schegge di grind-core ed hc destrutturato che si alternano in maniera chirurgica e con una precisione al limite del manicomio. Una sfida folle e ambiziosa, a conti fatti stravinta.

Back In Time: THE DILLINGER ESCAPE PLAN – Miss Machine (2004)

Non c’è un angolo buio in ‘sto disco, non uno, non un momento di rifiato, solo un treno che ha perso totalmente il controllo e che sarà pronto a travolgere e portarsi dietro tutti quanti. O lasciarli indietro, fregandosene alla grande.