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Ufomammut – Hidden

2024 - Neurot Recordings / Supernatural Cat
space doom sludge

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Tracklist

1. Crookhead
2. Kismet
3. Spidher
4. Mausoleum
5. Leeched
6. Soulost


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Beh, partiamo dal presupposto che gli Ufomammut sono tra le mie band preferite, e non solo italiane. Diciamo anche che “Snailking” è tra gli album più belli di tutto il filone stoner, sludge, doom, psichedelico, e con queste affermazioni mettiamo subito in chiaro che con ogni loro uscita, i tre tortonesi solleticano sempre il mio grado di esigenza, spostandolo puntualmente più in alto. Ma si sa, la creatività è volubile, quindi questo percorso non è esente da piccole delusioni seppur non così cocenti. 

Hidden” arriva a 2 anni da quel “Fenice” che, come il nome fa intendere, avrebbe dovuto denotare una sorta di rinascita dalle ceneri, almeno sulla carta, in quanto all’atto pratico, almeno secondo il mio parere, non resiste alla prova del tempo, finendo velocemente dimenticato . Il seguente EP, “Crookhead” dell’anno scorso, finalmente m’aveva fatto rizzare nuovamente le antenne, e stupisce, stupisce tanto, riportando il nome degli alieni italiani più famosi al mondo, su altezze così elevate da essere praticamente irraggiungibili da chiunque, al giorno d’oggi, anche da chi questo genere l’ha inventato influenzando per giunta i qui recensiti (non credo debba fare nomi).

Non si cambia nulla, la formula è quella: pesantezze pachidermiche, trascinate con forza, spinte verso lo spazio per essere poi nuovamente schiantate a terra, doom sludge sabbathiano, ribassatissimo, contrappuntato da synth analogici che al contrario tendono all’universo sopra di noi, o alla nostra psiche, puntellato da voci mai così presenti, pulite e dinamiche. Non si cambia nulla, ma come si potrebbe? Gli Ufomammut rientrano in quella schiera di band che han trovato il loro suono, e snaturarlo, cambiarlo, significherebbe perdere se stessi. Quindi si prosegue da Crookhead, passando per la psichedelia cupissima di Mausoleum, alla semi ballad urlante e sotterranea, nonché chiusa, di Soulost all’insegna del classico mondo che conosciamo, solo più consapevole, finalmente e nuovamente super ispirato, emozionante e ancora una volta, sempre, unico. 

Orgoglio nazionale.

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