Shackleton & Six Organs of Admittance – Jinxed By Being

Recensione del disco “Jinxed By Being” (Drag City Records, 2024) di Shackleton & Six Organs of Admittance. A cura di Stefano Grossi.

Six Organs Of Admittance e il produttore britannico Shackleton hanno rilasciato il 28 di giugno l’album “Jinxed By Being” sull’etichetta americana di Dan Koretzky e Dan Osborn: la Drag City Records.

Six Organs of Admittance è il progetto musicale del chitarrista americano Ben Chasny. La sua musica è in gran parte basata sulla chitarra ed è considerata new folk con inclusioni contrassegnate dall’uso di droni, rintocchi ed elementi percussivi eclettici. Shackleton è un producer britannico tra i più influenti e proliferi dell’era d’oro della dubstep. Fondatore della Skull Disco Records, insieme a Pinch pubblica musica legata alla tribal dub, ambient e space noise. Tutte sonorità caratterizzate da un alone di magia nera e oscurità introspettive e all’avanguardia.

L’unione dei due artisti partorisce “Jinxed By Being”, un’esperienza affascinante e suggestiva che trascina l’ascoltatore nei suoi paesaggi sonori adombri e ultraterreni. A differenza degli altri album, in cui Shackleton si era distaccato dalle sonorità tribali legate alla Skull per esplorare sperimentazioni più ambient, in questo lavoro torna con la vivacità delle prime produzioni come “Death Is Not Final” piuttosto che “Circling“. Mantenendo il legame con il tribalismo i due artisti si addentrano in ritmi e sintetizzatori ronzanti, percussioni esoteriche e voci inquietanti.

Mettendo in mostra la loro abilità di produttori, creano un mondo sonoro ricco, coinvolgente e al tempo stesso polivalente; allo stesso tempo introspettivo che pseudo mainstream da colonna sonora del grande schermo. Gli intricati strati di suoni che lo compongono si costruiscono e si evolvono lentamente, creando un senso di movimento e tensione che mantiene l’ascoltatore coinvolto dall’inizio alla fine.

Jinxed By Being” è un lavoro davvero unico e ambizioso che mette in mostra il talento di Shackleton e Ben Chasny nel creare musica atmosferica e sperimentale. È un ascolto impegnativo, ma che premia coloro che sono disposti a immergersi nelle sue profondità oscure e misteriose. Un lavoro altamente raccomandato per gli appassionati di musica elettronica introvabile e futurista: un mondo inquietante, post nucleare e che lascia una testimonianza degli anni di esperienza dei due musicisti, che come due coraggiosi esploratori continuano ad affrontare i propri ierofanti, costringendoli a esporsi sotto forma musicale.

Post Simili