La Morta Gora – Sopravvivenza // Riproduzione // Morte

Recensione del disco “Sopravvivenza, Riproduzione, Morte” (Ivar Records / Santa Valvola / Punti Scena Records, 2024) dei La Morta Gora. A cura di Andrea Vecchio.

Da sempre l’alta Toscana è sinonimo di punk.  Dal punkrock californiano allo screamo, da decenni quest’area geografica definita tra Pisa, Pistoia e Livorno continua a dimostrare un fortissimo attaccamento alla vecchia scuola, alla sovversione e, naturalmente, all’autoproduzione. Ma non sto parlando solamente di ciò che si può suonare, riprodurre attraverso degli strumenti ed il loro utilizzo, più o meno sensato.

Da gruppi storici come Violent Breakfast, Chambers, La Follia e Causa, nasce questo fertile contesto La Morta Gora, cupo nome dantesco per rappresentare una band tra le più interessanti del panorama do it yourself italiano che esordisce in questo luglio con una coproduzione di etichette locali e non grazie a “Sopravvivenza, Riproduzione, Morte”, un album in formato Tape che non lascia molto all’immaginazione, sin dal suo titolo.

Come genere, siamo su un lo-fi screamo molto elegante, con vaghe venature death metal ed assonanze riconducibili ai primissimi anni Ebullition. Come band di riferimento, tra le tante, potremmo quindi sicuramente scomodare Catharsis, La Falce e Submission Hold, ma ritornando a parlare di lo-fi, credo sia la sua composta decenza nell’affondare coltellate più che denunciare e dare spiegazioni, il tratto più significativo del disco. Un macabro risveglio fa presagire sofferenti reminiscenze, raggruppate in un’esperienza abbastanza breve per descrivere stati d’animo e frugalità.

Si sente poi, in brani come Dove niente è mai stato, l’attaccamento da parte dei La Morta Gora alla cultura, ai paesaggi, alle espressioni che caratterizzano la loro vita. La realtà viene descritta e destrutturata in ogni nota, in ogni singolo momento delle canzoni che compongono questo EP. Ecco allora il caos di Come unico pensiero e l’angoscia di Tra le mani il mio nulla. Ogni espressione è un attacco, così come tutto ciò che viene identificato come un appiglio viene cancellato dal mondo reale. I tratti in cui la voce ci parla sono forse un po’ troppi, disseminati costantemente lungo tutto “Sopravvivenza, Riproduzione, Morte”, ma nella concettualità di una vita vissuta in un eterno rifugio, possono essere ampiamente capibili, a livello di comunicazione. Scorre lento è sicuramente il brano più rappresentativo di questa lotta, dove tutto è più distinto e forse, ancora più metodico. È una canzone punk, ristretta nel suo minuto scarso ma effettivamente coinvolgente.

Grafiche a cura di Coito Negato. Scuola Pisana is back on track!

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