Tu La Llevas – Tu La Llevas
Recensione del disco “Tu La Llevas” (My Ruin, 2024) dei Tu La Llevas. A cura di Andrea Vecchio.
I Tu La Llevas sono tre ragazzi di Amburgo. Si tratta di un italiano, un greco e uno spagnolo, che hanno deciso di suonare emocore alla Deep Elm e di cantarlo in spagnolo, forse per suggellare questa connection mediterranea nelle terre che si affacciano sul Mare del Nord.
Il loro debutto, un disco omonimo, esce con la collaborazione dell’etichetta tedesca My Ruin (gente del giro Milemarker) e rispecchia, nella sua più evidente impronta, le vite e le esperienze dei Tu La Llevas, ritrovatisi per motivi tra i più disparati tra le vie della città anseatica. L’emotività è infatti al centro delle sette tracce che compongono “Tu La Llevas”, che ci trasportano in un mondo sfaccettato di vittorie, compromessi e contemplazione del paesaggio sotto il suo più stretto aspetto storico, soffermandosi su dettagli ed aspetti sensoriali.
Il mondo descritto dalla iniziale Terremoto o dalla storicità di Schellingstrasse 75 ci appare fragile, ma è proprio da questa fragilità esterna, che dobbiamo trarre le energie per poter andare aventi nella modernità, tra affetti, sconfitte e ripartenze. Jonas, poi, sembra arrivi direttamente da un sottoscala della Detroit degli anni bui del riflusso, proiettandoci direttamente nel secolo scorso: ha un ritmo scandito e perpetuo che è difficile ignorare.
Nel complesso, credo che se la voce di “Tu La Llevas” fosse leggermente più affettata e punzecchiante, il disco suonerebbe forse un po’ meno naif. Le linee di basso e la batteria sono lo-fi e riescono a rendere l’idea della scuola comunicativa abbracciata dai tre di Amburgo, ma la parte vocale, ecco, lascia percepire qualcosa di incompiuto. Troppo chiara in alcuni tratti, troppo nascosta in altri. Dulce y Azul ne è l’esempio lampante: la parte vocale dovrebbe, secondo me, spingere di più. Il ritornello c’è, le schitarrate anche.
Ci manca davvero poco per iniziare ad esultare e sono sicuro che nei prossimi lavori, nelle prossime canzoni e nei prossimi concerti i Tu La Llevas esaudiranno questo nostro desiderio. Anche perché siamo curiosi di sapere cosa ci sia, in Schellingstrasse 75 ad Amburgo.
Reiziger, Eversor e Pedro the Lion. Bastano questi nomi per farvi respirare l’aria che tira ad Altona?




