BEST ALBUMS 2024: i migliori dischi italiani del 2024
Facciamo il punto sulle migliori uscite discografiche italiane del 2024.

Negli ultimi anni, non lo nascondiamo, il nostro entusiasmo verso la scena musicale italiana è stato un po’ tiepido. Abbiamo assistito a un panorama che sembra essersi adagiato su dinamiche a noi estranee, incapaci di scaldarci davvero il cuore. Un esempio, per rimanere in tema con la nostra copertina? L’approdo del famigerato indie a X-Factor. Non che ci infastidisca (stiamo mentendo, chiaro), ma fatichiamo a comprenderne il senso e i possibili benefici per l’intero panorama musicale. Anzi, spesso ci sembra che tutto questo contribuisca a un generale appiattimento. Non è solo una questione di televisione o di moda. Da tempo notiamo una tendenza diffusa: pochi osano davvero, pochi si spingono oltre i confini per creare qualcosa che sia veramente contro. È proprio quell’atteggiamento di rottura che ci ha fatto innamorare della musica e che ci manca sempre di più.
Eppure, non smettiamo mai di cercare. Continuiamo ad ascoltare tutto, a selezionare, criticare e apprezzare. Ogni fine anno ci piace fare il punto su quanto di interessante la scena musicale italiana abbia saputo offrirci. Considerate questa lista per quello che è: non una classifica, ma una raccolta di segnalazioni, dei consigli d’ascolto per dimostrare, a voi e a noi stessi, che qualcosa si muove.
Quest’anno, alcune novità ci hanno davvero colpito. L’esordio solista di Francesca Bono e il gran disco di RYF ci hanno fatto sobbalzare. Ritorni graditissimi, come quello di James Jonathan Clancy e degli …A Toys Orchestra, ci hanno emozionato. E poi ci sono le conferme, che fanno ben sperare: Post Nebbia, Cigno e altri ancora.
Il nostro consiglio? Prendetevi del tempo per ascoltare, leggere, scoprire. C’è tanto da esplorare. E, naturalmente, sentitevi liberi di dissentire: il bello della musica è anche questo.
E ricordatevi: non siamo soliti scherzare.
20. Ufomammut – Hidden
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Non si cambia nulla, ma come si potrebbe? Gli Ufomammut rientrano in quella schiera di band che han trovato il loro suono, e snaturarlo, cambiarlo, significherebbe perdere se stessi. Orgoglio nazionale.
19. I Hate My Village – Nevermind the Tempo
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“Nevermind the Tempo” è un trionfo di chiaroscuri e difende bene i propositi di salvaguardia dell’imperfezione di cui i quattro membri si fanno portavoce.
18. The Devils – Let the World Burn Down
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Con “Let The World Burn Down” The Devils continuano a flirtare con le fiamme dell’inferno alzando ancora di più l’asticella.
17. Three Second Kiss – From Fire I Save the Flame
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Dodici anni di attesa sono un giusto compromesso, se a scaturirne sono lavori come “From Fire I Save the Flame”.
16. Alessandro Cortini – NATI INFINITI
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“NATI INFINITI” è un lungo processo esistenziale che si rivela pienamente solo alla fine dell’esperienza. È una connessione con l’altrove, verso cui ci si muove senza fuga, in un’esperienza di escapismo astrale
15. Teho Teardo & Blixa Bargeld – Christian & Mauro
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“Christian & Mauro” è un collage tra passato e presente tramite un’intelligente rivisitazione della Passacaglia della Vita alla quale vengono aggiunti e comparati tra loro elementi di questo nostro bislacco Zeitgeist
14. Ottone Pesante – Scrolls of War
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Con “Scrolls of War”, gli Ottone Pesante hanno raggiunto la consapevolezza definitiva della propria potenza
13. Potere Negativo – Benvenuto all’Inferno
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Un disco punk come questo dovrebbe uscire ogni tot di tempo, così, tanto per riportarci alla dimensione più dialettica e sociale di ciò che ascoltiamo
12. Guinevere – TO ALL THE LOST SOULS
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“TO ALL THE LOST SOULS” è un invito a tutti noi a esplorare gli angoli più reconditi del nostro essere, accogliendo il dolore e la gioia di essere profondamente umani
11. Mount Baud – Contro il giorno
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I Mont Baud esplorano un immaginario fatto di ombre e inquietudini, dove il buio non è solo assenza di luce ma una dimensione di libertà, alienazione, e ribellione
10. Paolo Spaccamonti – Nel torbido
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Ci sono cose preziose che solo gli artisti come Paolo Spaccamonti lasciano in dote. Tra queste c’è “Nel torbido”, un disco che stringe il cuore senza farlo smettere di battere.
9. Tanz Akademie – Hullabaloo
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“Hullabaloo” è un disco che mi ha toccato nel profondo come poche altre cose hanno fatto. Mi son sentito capito, spiegato, la frustrazione che provavo, che sentivo, non smetteva di esistere, ma veniva condivisa.
8. Post Nebbia – Pista Nera
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Ascoltare “Pista nera” è come vivere in un quadro di Dalì, tra ambientazioni surreali e sensazioni oniriche, circondati costantemente dalla misteriosa ed estenuante nebbia padana.
7. SabaSaba – Unknown City
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Quello sprigionato da “Unknown City” è un terrore sacro, ucronica descrizione dell’orrore a cui si è sottoposti tra vetro e cemento che mostrano crepe tanto profonde da sembrare insanabili.
6. …A Toys Orchestra – Midnight Again
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Nel breve volgere di 12 tracce, “Midnight Again” – dal punto di vista temporale e metaforico – ha quindi il potere di evocare la notte: tempestosa oppure stellata, casalinga oppure di strada, d’attesa trepidante, di riposo o in movimento.
5. Cigno – Buonanotte Berlinguer
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Cigno confeziona il disco “contro” che serviva, almeno a noi che necessitiamo di quelle voci di cui finiamo per parlare solo al passato.
4. R.Y.F. – Deep Dark Blue
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Con il suo quarto album, R.Y.F. fa invece suo il sound sintetico, il ballabile e il suo dancefloor di lotta e dà una bella spinta violenta oltre il baratro, per lanciare chi ascolta al ragionamento mentre cade e si scuote, fisicamente, letteralmente.
3. James Jonathan Clancy – Sprecato
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Il sapore di “Sprecato” è di quelli che si adagiano a lungo sulla lingua e che non si vuole mandar via assaggiando altro. È un rischio che ci si sente di correre.
2. Buñuel – Mansuetude
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È il sound della paura che si fa realtà, stringe fino a sbriciolare tutto. Vero. Sanguinoso. Tattile. È così che “Mansuetude” investe ogni singolo senso disponibile. Implacabili.
1. Francesca Bono – Crumpled Canvas
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“Crumpled Canvas” è un sogno pieno di visioni fugaci. Un viaggio uditivo e catartico con lo scopo di scavare a fondo nell’introspezione altrui.




