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Hidden Tracks

HIDDEN TRACKS #46: Bong-Ra, Year Of The Cobra, Noisepicker, Pietra Tonale, Wojciech Rusin, you,infinite

Hidden Tracks 44

Quanti brani ogni giorno, ogni settimana, ogni mese vengono pubblicati, ascoltati distrattamente e poi finiscono sepolti sotto un mare di altre uscite, a sgomitare per emergere e troppe volte divorati da pesci più grossi e più importanti? Questa è una delle tante domande esistenziali che ci poniamo ogni giorno in redazione, e a cui dopo alcuni tentennamenti e tentativi falliti abbiamo cercato di formulare una risposta.

Hidden Tracks vi accompagnerà periodicamente con i nostri brevi consigli riguardanti alcuni brani pubblicati in queste settimane e che riteniamo interessanti. Progetti da tenere d’occhio, di cui forse sentirete parlare nei prossimi tempi, provenienti in tutti i casi da quell’universo sommerso che più ci sta a cuore e che pensiamo sia giusto e stimolante seguire dal principio. In poche parole, la musica di cui non tutti parlano.

Bong-Ra – Dystopic

The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble, The Mount Fuji Doomjazz Corporation, The Lovecraft Sextet sono solo alcuni (e forse i più micidiali) progetti in cui è coinvolto Jason Köhnen che, all’epoca di “I Am the God of Hellfire” (titolo che richiamava Arthur Brown e copertina con tanto di Skeletor dei Masters of the Universe, quindi: estremo) scoprii col nome di Bong-Ra. Assieme a Venetian Snares e Igorrr, uno dei pionieri di certi reami breakbeat assassini, ben presto accoppiatisi con la ferocia del metal più estremo. A tal proposito ecco Dystopic, primo estratto dal nuovo album “Black Noise“, in uscita sulla famigerata Debemur Morti Productions, è una gragnola breakcore zeppa di chitarroni e grida bestiali, grind eccesso che fotte con l’elettronica più purulenta. Godiamo.

Year Of The Cobra – War Drop

Quello che mi porta via di War Drop, primo estratto dal nuovo, omonimo album degli Year Of The Cobra (in uscita a febbraio per Prophecy Productions), è il connubio voce-basso di Amy Tung Barrysmith. La prima quasi diafana, carica di melodie ipnotiche e superne, il secondo pressante, compresso, fuzzato fino alle estreme conseguenze. Non da meno il treno ritmico di Johanes Barrysmith, che si porta appresso tutto. Il duo di Seattle è una stella stonerante che attraversa il cielo del deserto.

Noisepicker – What You Deserve

Photo credit: Jerry Deeney

Harry Armstrong non è solo, da qualche anno a questa parte, il bassista degli eroi stoner metal Orange Goblin, ma anche metà del progetto Noisepicker, condiviso assieme al batterista Kieran Murphy. Il duo però non va affatto in una direzione metallica, ma mantiene quel sapore “sunburst” che di certo piace a certi stoneromani incalliti. Ascoltando What You Deserve è subito chiaro che Armstrong è dedito al culto di Lanegan, e quindi mette su una voce devastata che sorvola parti più americana e altre in cui elettricità e heaviness danno fuoco alle polveri, arrivando a lambire certe sonorità post-sludge. A marzo del prossimo anno arriverà anche il nuovo album, “The Earth Will Swallow the Sun“, edito da Exile On Mainstream.

Pietra Tonale – In Iterpo Elo

Nati nel 2016 come collettivo di improvvisazione, i Pietra Tonale diventano “band e orchestra a tutti gli effetti”, per un totale di 17 elementi, pronta a pubblicare l’album “DISCO 1“. Come terzo estratto i torinesi scelgono la splendida In Iterpo Elo, una ballata luminosa grondante luci amare. Trainato dalle toccanti linee vocali di Giulia Impache, l’ensemble costruisce un’architettura melodica in cui archi, ottoni, synth, chitarre elettriche e percussioni si fondono creando un crescendo straripante. Non sono solito fare accostamenti, ma non posso esimermi dal dire che mi hanno ricordato i migliori Jaga Jazzist. Roba grossa.

Wojciech Rusin – Behind the Palazzo

Esploratore sonoro e visionario sound artist polacco con base a Londra, Wojciech Rusin tornerà a fine gennaio con il nuovo album “Honey for the Ants“, pubblicato dalla sempre interessante AD 93. Si tratta del terzo capitolo di una trilogia che lo stesso Rusin definisce “alchemica”. Il primo estratto, Behind the Palazzo, combina melodie classiciste à la Max Richter e dissonanze futuristiche, intrecciando epoche musicali reali e immaginarie in un tutt’uno che sfida le convenzioni ed esalta l’immaginazione.

you, infinite – Throughlines

you, infinite è il nuovo progetto di Jeremy Galindo e Raymond Brown, tra i fondatori dei This Will Destroy You, pronti a debuttare a febbraio con l’album omonimo, pubblicato da Pelagic Records e anticipato dal singolo Throughlines. Chi si aspetta una svolta radicale rispetto al classico post-rock potrebbe rimanere deluso, ma siamo certi che esista ancora una nutrita schiera di ascoltatori che vive di questo genere senza sentire il bisogno di grandi deviazioni stilistiche. Alle registrazioni dell’album hanno partecipato anche Johnnie McBryde, Ethan Billips e Nicholas Huft, attuali membri dei TWDY. Non bisogna sforzarsi poi troppo in malignità per parlare di progetto clone, lo riconosciamo, ma you, infinite ha comunque il potenziale per essere uno di quegli approdi sicuri a cui dedicare del tempo, uscendone piacevolmente soddisfatti.

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