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Ethel Cain – Perverts

2025 - Daughters of Cain
dark ambient / drone

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Tracklist

1. Perverts
2. Punish
3. Housofpsychoticwomn
4. Vacillator
5. Onanist
6. Pulldrone
7. Etienne
8. Thatorchia
9. Amber Waves

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Dopo il successo dell’album di debutto “Preacher’s Daughter” – la storia dell’alter ego Ethel Cain, narrata dall’aldilà e infusa di una forte essenza southern gothic – Hayden Anhedonia è tornata nel panorama musicale con un progetto intitolato “Perverts” della durata di 89 minuti, con un forte passaggio di stile verso un tagliente sound industrial.

Si tratta di una pillola difficile da digerire, c’è chi non resisterebbe neanche 3 minuti, ma a chi apprezza una challenge maggiore d’ascolto “Perverts” è in grado di regalare interessanti perle. Un’esperienza immersiva che accompagna l’ascoltatore in una profonda meditazione oscura nei meandri di un inferno pitturato da Ethel Cain come un freddo e grigio landscape industriale, abitato da onanisti e pedofili puniti per i loro peccati ma che trovano pace nel sentimento stesso di repressione.

Droni e ronzii ripetitivi inondano il disco, quasi come se fossero vedette di queste anime tormentate nel limbo dei perversi. Il disco funziona come un film horror: una tensione e una suspense crescenti che vengono sorprese da momenti di “jumpscare” dati da suoni che sbucano dal nulla quando meno ci si aspetta, come l’inquietante introduzione alla traccia d’apertura Perverts con una recita dell’inno “Nearer My God to Thee” attraverso una voce estremamente distorta, seguita da minuti interi di brown noise e voci spettrali incomprensibili.

Non mancano momenti di canto, come nel primo singolo Punish e in Vacillator, costruite su strumenti più accessibili come chitarra elettrica e batteria accompagnate dalla voce eterea di Hayden Anhedonia, il tutto dallo stile rock ballad minimalista anni 90; ma in qualche modo risultano comunque tracce spoglie, quasi come se fossero gli scheletri delle canzoni del precedente “Preacher’s Daughter” (Vacillator sembra la salma di una canzone dei Cigarettes After Sex). Nella tormentata Housofpsychoticwomn le uniche parole decifrabili sono “I love you” ripetute all’unisono con una voce ovattata per far sentire l’ascoltatore perseguitato. L’interminabile Pulldrone si sviluppa come un costante climax di suoni di droni e violini elettrici che si accumulano in un mantra ipnotico.

Incredibile la capacità di quest’album di essere noioso e affascinante al tempo stesso, si percepisce l’intenzionalità nella scelta di questo sound disturbante fatto di vibrazioni e frequenze scomode. Ma se l’ascoltatore riesce a “resistere” lungo l’ascolto tortuoso le frequenze stesse lo cureranno in un certo senso e lo accompagneranno in un dolce finale: la pace trovata nella bellissima e soave chiusura Amber Waves.

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