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NULLACONTA – TUTTO NERO

2025 - Solium Records
industrial / noise / elettronica / harsh pop

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Tracklist

1. senza casa
2. i minuti non passano mai
3. accoltella lo spirito
4. C. B. II
5. BILLIEILISH
6. post-CAROGNA
7. tutto nero
8. senza casa, coda


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NULLACONTA è lo peudonimo solista del milanese Matteo Zanin, ragazzo molto attivo nella scena hardcore locale, che ha deciso con questo progetto di integrare nel proprio sound elementi noise, industrial, arrivando perfino al pop e la trap. “TUTTO NERO è la sua seconda uscita ufficiale, considerabile però come un debutto in quanto la sua prima pubblicazione si limitava ad un EP di pochi minuti. Data la natura undergound del progetto, molto materiale extra è possibile trovarlo sulla pagina soundcloud dell’artista, che pullula di demo non ancora rilasciati.

Il disco, della durata di 29 minuti, è un mélange di moltissimi generi diversi, che vanno dall’emo al pop, passando per la techno fino alla trap, il tutto costruito con un gusto industrial e noise che riesce a sfociare quasi nel grind in alcune sezioni più estreme (il pezzo BILLIEILISH è uno di questi). La voce del nostro è quasi sempre filtrata, che sia da un vocoder, un autotune, un riverbero, o più semplicemente dalla distorsione naturale dello scream, e riesce a trasmette tutta la sofferenza e l’angoscia dei testi, fondendosi perfettamente all’inferno digitale creato dalle composizioni.

Le drum machine martellano sempre a velocità sostenute, su ritmi prima dance, poi hardbass, mentre i sintetizzatori costruiscono dei muri di noise impenetrabili e inequivocabili. Solo la prima traccia, senza casa, ed il suo reprise finale senza casa, coda, si permettono l’utilizzo di tappeti sonori un minimo più puliti, in cui l’anima pop e trap esce più allo scoperto, nonostante la vera chiusa dell’album sia un piccolo intermezzo acid techno. 

TUTTO NERO” è sicuramente un disco consigliato se volete entrare in un abisso di autoannichilimento, una downward spiral in salsa Ghostemane in cui tutto però, come per qualsiasi lavoro degli ENDON, viene costruito come muro abrasivo a tratti insondabile e quasi respingente. Le varie influenze all’interno possono infatti risultare molto strane ad un primo ascolto e quasi sicuramente allontanare qualsiasi ascoltatore che non solo debba esser avvezzo ad un certo tipo di estremismi, ma anche che abbia l’apertura uditiva (e mentale) di ascoltare alcuni accostamenti alquanti bizzarri (o quantomeno inusuali).

Sicuramente un esperimento riuscito però, che farà la gioia di chi, come me, è sempre alla ricerca di qualcuno che canti la depressione in modo originale e al passo coi tempi.

I minuti non passano mai, gli anni mi sfuggon di mano

i minuti non passano mai

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