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Discomostro – Oh No!

2025 - Professional Punkers
punk rock / hardcore

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Tracklist

1. Nudo
2. Persi
3. Tuttocchei
4. Lima
5. Peperoni
6. Giada
7. Accanto
8. Tornerò
9. 1996
10. Buonjorno
11. Cactus
12. Persona


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La mia prima recensione dell’anno non poteva essere che per loro. Per le loro nuove dodici canzoni. Per il loro esserci sempre. Perché nonostante le centinaia di band in cui hanno militato prima di questo sudicio 2025, è come se i Discomostro ci fossero sempre stati. 

“Oh No!” inizia come iniziò “Mostroscopia”: con un’introduzione, un dato di fatto su chi ci troviamo davanti. San Carlo, Nudo. Prosegue quindi come un sofferto disco rock’n’roll che non scava più di tanto nei nostri pensieri, non cela. Semplicemente annienta. I quattro lombardi non rinunciano a sperimentare qualcosa di più accurato, come in Persi e Peperoni, per poi tornare lineari con Tuttocchei, lo strepitsoso singolo di lancio. Una canzone paradossalmente perfetta. Senza un vero tempo, senza un vero ritornello, senza ritegno. Diciamo che “Oh No!” è un disco più alla Bronx che alla Adolescents. Viene abbandonata qualsiasi reminiscenza vecchia scuola per lasciarsi andare allo sfogo. Giada, per esempio, che strizza licenziosamente gli occhi al cantautorato italiano, ha un andamento diretto che non può essere esule da una netta presa di coscienza rock’n’roll. La produzione, però, nel suo volume impeccabile e nel colpo d’occhio pieno e devastante, la rende un capolavoro commerciale, se vogliamo, una sbandata di nuova scuola.

I Discomostro, più che negli altri lavori, dimostrano, con questo disco nuovo, la capacità di rendere la quotidianità umana scomoda e vuota, ostile. Ma alla fine è così la nostra vita, l’esistenza di chi ascolta questa musica. So cosa significa avere avuto quindici anni nel 1996 ed è grazie a questa canzone, che questi bocia un po’ cresciuti toccano dove fa più male. Mentre Totti e Morfeo erano compagni di squadra nella Nazionale Under 21 più forte di sempre, noi eravamo per le strade, a vagabondare, ai concerti, nelle stazioni puzzolenti, a ridurci davvero allo stremo per le nostre città e la nostra gente. E i Discomostro raccontano senza filtro tutto ciò: è come se avessimo vissuto quegli anni in attesa perenne di pagare un conto salatissimo. Rimpianti, forse, tanti, ma tantissimi anche i rimorsi. Lo raccontano per gli eremiti, per chi si senta lasciato indietro, per chi, come diceva Johnny Cash, è “vittima del proprio tempo”. Per chi si sente giudicato per ogni sua singola azione. Persona, il brano finale, è una ballata acustica, ma non è una ballata come le altre, credetemi, che serve a terminare un disco con qualcosa di positivo. 

Non importa se sia il primo o l’ultimo disco dei Discomostro e non importa quanti ne scriveranno ancora. “Oh No!” è tutto qui. È un album che ci unisce. Da Lima a Milano. 

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