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Folkstone – Natura morta

2025 - Folkstone Records
folk metal

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Tracklist

1. Alabastro
2. Appennino
3. Vuoto a Perdere
4. Lacrime di Marmo
5. Natura Morta
6. Macerie
7. Resta qui
8. Fragile (Feat. Modena City Ramblers)
9. Mediterraneo (Feat. Trevor, Sadist)
10. Mala Tempora Currunt (Feat. Daridel)
11. La Fabbrica dei Perdenti (Feat. Punkreas)
12. Scarpe Rotte
13. Persia
14. Sulla Riva
15. Brindo Otra Vez
16. L’ultima Thule (cover Francesco Guccini)


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Dopo lo scioglimento, che faceva presagire un addio definitivo dei Folkstone, la band lombarda ci ha ripensato: l’eredità era troppo grande per essere abbandonata. Stiamo parlando di vent’anni di musica, ben otto album (nove, se vogliamo contare “Restano i Frammenti – Live“), una carriera che li ha portati non solo a essere conosciuti in Italia, ma anche a calcare i grandi palchi dei più importanti festival di genere a livello internazionale. I Folkstone sono tornati, e lo fanno non solo con il nuovo album “Natura Morta“, ma anche con tre live al Legend Club di Milano (28, 29 e 30 marzo), già tutti sold out.

Nel corso di vent’anni di carriera, questi ragazzi hanno costruito un’identità solida, ricostruendo nei minimi dettagli, con autenticità e passione, il folklore del Nord Italia e dell’intero paese, mescolandolo con hard rock e metal. Hanno conquistato un pubblico di appassionati con capolavori come “Folkstone” (2008) e “Damnati ad Metalla” (2010). All’epoca non era così semplice proporre un genere musicale come questo, anche se non era del tutto nuovo, considerando che gruppi come Korpiklaani, In Extremo e Eluveitie avevano già diffuso il verbo del folk metal a livello mondiale. Tuttavia, una band come i Folkstone rappresentava qualcosa di particolare, ed era interessante vedere come il folk metal si fosse radicato anche in Italia.

Con costanza e dedizione, i Folkstone hanno raggiunto traguardi importanti, e con “Natura Morta” si apre una nuova fase per la band. Un album poetico, in cui il vocalist Lorenzo “Lore” Marchesi, tra cantici e cornamuse, si ritaglia il suo spazio e mostra con freschezza l’attuale anima del progetto. Tra i brani di punta, spiccano Alabastro, Appennino e Lacrime di marmo, ma attirano subito l’attenzione anche quattro collaborazioni di grande rilievo: i Modena City Ramblers in Fragile, i Punkreas in La fabbrica dei perdenti, Trevor dei Sadist in Mediterraneo e infine la folk band Daridel in Mala tempora currunt, che aggiungono nuove sfumature alla musica dei Folkstone, mai esplorate nei lavori precedenti.

La band ha anche deciso di chiudere l’album con alcune cover, e merita una menzione speciale L’ultima Thule del maestro Francesco Guccini, un brano che per lungo tempo hanno proposto dal vivo e che ora, finalmente, trova spazio su disco.

Le macerie del passato si ricostruiscono da qui, con Natura Morta. Con questo lavoro, i Folkstone compiono un atto di rinnovamento, senza però discostarsi troppo da ciò che hanno sempre insegnato ai loro ascoltatori. Lorenzo e Roberta sono i sarti delle parole, mentre i musicisti creano la cornice perfetta. Un disco maturo, che cresce con gli ascolti e racconta storie, vite romanzate e poesie. La bellezza di questa band sta proprio in questo: nella padronanza del linguaggio, capace di catturare anche chi non li ha mai ascoltati prima.

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