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YHWH Nailgun – 45 Pounds

2025 - AD 93
avant industrial no wave

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Tracklist

1. Penetrator

2. Castrato Raw Fullback

3. Pain Fountain

4. Animal Death Already Breathing

5. Ultra Shade (Beat My Dog Blood Down)

6. Iron Feet

7. Tear Pusher

8. Sickle Walk

9. Blackout

10. Changer


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Molto spesso ci ritroviamo a parlare di un mondo ormai inevitabilmente trasformato, che noi vecchi fatichiamo a riconoscere, o almeno riportare a quello che abbiamo vissuto in precedenza. Scene che non esistono più, generi marciti che tornano e di cui si fa abuso e via discorrendo. Ma se queste cose, talvolta, trovano riscontro nella realtà, è altrettanto vero che ci sono cose che non cambiano. Tra queste c’è New York. È dagli anni ’60 (almeno) che la Nuova Città Eterna (così voglio chiamarla) sforna artisti di spinta, e la favoletta che è dai tempi dei Sonic Youth che questo non accade (giuro che spesso l’ho sentito dire) è, per l’appunto, niente più che una favoletta. A dimostrazione di ciò mi sono imbattuto negli YHWH Nailgun.

I quattro sono giovani, basta vedere le foto per capirlo, e se non bastasse l’anagrafe, ci mettiamo il fatto che, come band, hanno appena cinque anni. Nati durante il lockdown, si sono già espressi tramite EP e singoli, oltre a essere invitati sul palco da gente come i londinesi black midi. È proprio Oltreoceano che Zack Bordone e Sam Pickard (radici della band), assieme a Jack Tobias e Saguiv Rosenstock trovano una nuova casa, presso gli uffici della AD 93, etichetta che non smette di scavare alla ricerca dell’oro, trovando a ogni piè sospinto un nuovo filone. Non saprei dire di chi siano “figli” gli YHWH Nailgun, a chi o cosa somiglino davvero, certo è che la vena no wave pulsa ancora nei corpi di coloro che camminano per le strade della città che le diede i natali. A differenza di quell’epoca d’oro, qui non c’è più davvero nulla a cui opporsi, se non all’appiattimento e al revival fine a sé stesso. Infatti non vorrei immaginaste un gruppo che riprende paro paro i suoni di DNA, Half Japanese, Teenage Jesus & the Jerks e compagnia “cantante”, perché non è il sound della no wave a essere qui ripreso, bensì le intenzioni.

La pietra fondante di “45 Pounds” è il dualismo voce-batteria, quindi Bordone e Pickard, cui synth e chitarre fanno da sidekick integrati a rendere il tutto ancor più spaventoso e atterrente. Sezione ritmica prepotente che ingombra lo spazio sezionandolo oltre i limiti dell’umano (come la cassa digital hardcore di Pain Fountain), si fa progressiva, con signature temporali insensate. Immaginatevi, giusto per darvi un’idea, Zach Hill fuso a John Stanier e Ches Smith Ma sono solo indizi. Mentre la parte sintetica serpeggia, bassa e devastante, le grida furibonde e gutturali di Bordone si fanno sempre meno umane, colgono sintomi di rabbia e decostruzione difficili da trovare al di fuori di certe cerchie metallizzate. Brani come Ultra Shade (Beat My Dog Blood Down) e Penetrator sono infezioni industrial che attecchiscono sottopelle, altrove questa malattia subisce una destabilizzazione al limite dell’hardcore (Iron Feet), di oscenità jungle a mitraglia (Sickle Walk), tropicalismi insozzati di smog caliginoso ed epiche bordate tastieristiche (Tear Pusher), pesanti come macigni che galleggiano in spazi cosmici fiocinati dalla rabbia (Blackout) gettati in uno spazio senza vuoti né pace.

Violentissimi, terrificanti, gli YHWH Nailgun sono il suono del terrore di questi tempi in rapido decadimento. Fenomenali è dir poco. Ora stiamo a vedere come si evolveranno.

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